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Caro sindaco…

Caro sindaco,

a distanza di soli quattro giorni non sono ancora state comunicate indicazioni ufficiali sul rientro a scuola. Il decreto maggio del Governo richiama il rientro in classe di tutte le scuole, superiori comprese, in zona gialla, arancione e rossa. Certamente, come tutti abbiamo letto e ascoltato dalla stampa nazionale, ci saranno deroghe. Lo stesso Governo ne ha preso atto dopo l’incontro con le regioni e si sono trovate (o si stanno trovando) mediazioni per forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica purché sia garantita, anche in zona rossa, la presenza di almeno il 50% fino a un massimo del 75%, della popolazione studentesca, mentre in zona gialla e arancione la didattica in presenza dovrà essere garantita  ad almeno il 60% e fino al 100% della popolazione studentesca. Si legge anche che le disposizioni non possono essere derogate da provvedimenti di singoli presidenti di regione, l’obiettivo è di arrivare alla presenza del 100% per la fine dell’anno scolastico.

Ci rendiamo conto molto bene che i sindaci in questo quadro svolgono un ruolo molto delicato e che le loro decisioni vanno ad incidere sulle vite di tante persone. Ma i sindaci  sono tali proprio per questo, per assumere decisioni importanti in un quadro di regole nazionali in questo caso molto chiare: assumersi la responsabilità di far tornare i ragazzi e le ragazze a scuola (in questa fase sarebbe già un grosso successo per il territorio di Acri se il 26 tornassero in classe almeno le bimbe e i bimbi delle elementari). 

Caro sindaco, tutti ci aspettiamo che lei che si ponga in sintonia con le regole nazionali cercando di trovare tutte le soluzioni per non derogare a queste. Ascolti i giovani e le famiglie che lavorano, ascolti la sua coscienza e non le paure di molte famiglie  che faticano ad accettare che bisogna agire da adulti responsabili verso le nuove generazioni. Caro sindaco, piuttosto che allearsi con le famiglie più impaurite, affette evidentemente da arretrato familismo culturale, dovrebbe allearsi con le famiglie più illuminate e aperte e con le generazioni dei più giovani, parli con loro, stringa un patto di responsabilità con i più giovani. E’ solo da loro che viene il cambiamento e bisogna cercare di portare i più giovani fuori dalle loro capanne domestiche. In tutta Italia si è andati e si sta andando in questa direzione. Cosa c’è di così pericoloso a Acri che lo impedisce? I contagi continueranno ma anche le vaccinazioni, bisogna imparare a convivere con il virus, come fanno i tutte le parti civili del mondo. E questo Sindaco lei lo sa molto bene. Pensi al futuro che inizia ora anche per evitare ricorsi al TAR da parte di famiglie convinte del ritorno (responsabile, cauto e  maturo) a scuola.

Assunta Viteritti

4 risposte

  1. Manuela ha detto:

    sarò arretrata ….ma sinceramente io non voglio mandare mia figlia a scuola rischiando, come già successo, che alla fine venga contagiata da altri e di conseguenza contagiare tutta la famiglia dopo oltre un anno di sacrifici e rinunce ….un mese in più di dad non fa male a questi bimbi che hanno ugualmente appreso le nozioni previste dal programma …
    Da parte di una mamma arretrata che preferisce la salute!!

  2. Manuela ha detto:

    sarò arretrata ….ma sinceramente io non voglio mandare mia figlia a scuola dove può rischiare di venire contagiata e di conseguenza contagiare tutta la famiglia dopo oltre un anno di sacrifici e rinunce ….un mese in più di dad non fa male a questi bimbi che hanno ugualmente appreso le nozioni previste.
    Firmato una mamma arretrata che preferisce la salute !!

  3. Maria Antonietta ha detto:

    La salute la stanno perdendo rimanendo a casa! E tutti i contagi sono avvenuti fuori dalla scuola per inconscenza degli adulti, i nostri figli stanno subendo i nostri cattivi comportamenti.

  4. Malvina ha detto:

    Concordo pienamente con lei professoressa Viteritti,la paura sta paralizzando ma assopendo le nostre menti.Abbiamo i nostri figli rinchiusi in casa come fossero agli arresti domiciliari, costretti a stare per ore davanti a uno schermo freddo e triste .Abbiamo tolto ai nostri ragazzi la socialita’, la vita di relazione, la voglia di comunicare e di rapportarsi con gli altri.E tutto questo mentre in un paese apparentemente deserto e terrorizzato, i contagi continuano a salire , quindi a provare che i contagi non nascono e si espandono dalle scuole, che sono luoghi molto più sicuri di un parco giochi o di un garage dove riunirsi segretamente per festeggiare o chiaccherare senza prestare attenzione al distanziamento.La cosa ancora piu’ assurda che le scuole ad Acri rimangono da tempo chiuse mentre nei paesi vicini e anche in citta’ come Cosenza , i ragazzi hanno fatto scuola in presenza per buona parte dell’ anno.Noi ci troviamo in zona rossa da ormai tanto e troppo tempo e nonostante quasi tutte le attivita’ bloccate e le scuole chiuse i contagi non decrescono.Ci hanno tolto come calabresi la possibilita’ di avere una sanita’ decente, non possiamo permettere che ci tolgano anche la scuola…anche quella e’ sacra! E lo affermo con convinzione essendo un’ insegnante che ama e crede fortemente nel suo ruolo di educatrice.Grazie prof Viteritti.

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