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Comune risanato grazie all’amministrazione Capalbo, è ora di pensare ai prossimi cinque anni

Bata - Via Roma - Acri

Gentile direttore, desidero anzitutto ringraziarla per il servizio comunicativo che svolgete all’interno della vostra comunità e non solo in concomitanza di appuntamenti elettorali come quello ormai imminente.
La comunicazione a mezzo stampa resta sempre e dovunque il più importante presidio di libertà di espressione e da questo punto di vista Acri esprime una sua vivacità di fondo difficilmente riscontrabile altrove.
Acri e libertà, me lo consenta da non acrese , è un binomio estremamente esplicativo della realtà acrese.
Sono un osservatore “esterno”privilegiato, ritengo uno dei pochissimi dirigenti politici in grado di poter affermare- senza timore di smentita- la doppia ed approfondita conoscenza della città di Acri e del popolo acrese.
Acri è una città straordinaria(non un paese sic!), importante nel tessuto economico e commerciale della provincia di Cosenza e conosciuta ampiamente nell’intero territorio regionale.
Acri è Acri punto e basta!
Gli acresi invece, pur nella responsabilità che deriva dall’essere cittadini di Acri, provano da sempre e continuamente ad essere interpreti dell’importanza di Acri e della serietà che ad Acri si respira.
Non è mai facile direttore, lo penso convintamente, essere alla altezza di una storia importante e nello stesso tempo responsabile della storia che verrà.
Acri è molto esigente e gli acresi non possono che avvertirne la responsabilità in un combinato disposto difficilmente comprensibile all’esterno ma che, per quanto mi riguarda, abbastanza chiaro.
Senza Acri non esistono gli acresi e viceversa senza gli acresi non può esistere Acri.
Vengo al punto in modo diretto, come mi piace fare e come penso piaccia alla comunità, gli ultimi cinque anni di guida della comunità acrese con il timbro del centrosinistra sono stati anni importanti.
Un comune tecnicamente fallito dopo gli anni sciagurati della guida della città a marchio centrodestra è stato risanato, importanti opere pubbliche sono state completate, la complessiva messa in sicurezza di un comune che pericolosamente era scivolato verso il baratro è stata attuata ed io penso che l’amministrazione guidata da Pino Capalbo sia stata all’altezza della sfida che la funzione storica gli ha rappresentato innanzi.
Ritorno al punto iniziale per un attimo, Acri e l’acresita’, per dire come gli acresi, attraverso l’amministrazione Capalbo, abbiano dimostrato di essere all’altezza di Acri, della sua complessità, della sua storia, del suo peso.
Personalmente sono stato il principale sostenitore ed interprete della svolta che qualche anno fa ha portato Articolo Uno a sostenere in maniera organica l’amministrazione comunale guidata da Capalbo.
Ho sostenuto la svolta perché ho compreso che la volontà di fondo della comunità che orgogliosamente rappresento in Calabria era quella di rappresentare ad Acri un servizio per la comunità nel momento più difficile.
I risultati parlano chiaro, senza chiacchiere e senza insulsaggini!
Oggi il comune di Acri, grazie alla amministrazione Capalbo, è un comune risanato, la continuità io penso possa il faro da seguire per impostare i prossimi anni e determinare un futuro di maggiore prospettiva e prosperità seguendo una convinzione di fondo.
Acri è Acri e non si scherza!
Infine, un ringraziamento da parte del mio partito a tutti i candidati della lista di Articolo Uno.
Grazie, siete compagne e compagni veri, il vostro impegno è straordinario perché dimostra come la passione politica sia una una cosa viva e che ci distingua ancora, come sempre, per sempre.
In ultimo, un abbraccio fraterno a Mario Bonacci, un uomo di rara sensibilità e di attaccamento alla sua terra, un amico, una persona con la quale ho sostenuto battaglie in prima linea per contenere l’emergenza incendi e tutte le complessità legate all’Ospedale Sant’Angelo di Acri.
Non sarai e non sarete mai soli quando si tratterà di essere vicini ad Acri ed agli acresi.

Berto Liguori, segretario regionale Articolo Uno.

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