Sinistra e merito

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Personalmente siamo avversari della Meloni e del suo mondo e mai
avremmo pensato di doverci trovare a scrivere per sottolineare quanto,
specie in una società globalizzata, importante sia il merito. A costo
di andare controcorrente, riteniamo giusta la sottolineatura di questo
termine e l’aggiunta nella definizione di un ministero. Una delle
pecche della Sinistra e del sindacato è stato proprio il tentativo di
livellamento verso il basso per evitare di far sfigurare gli incapaci,
anche a costo di mortificare quelli bravi. Non a caso, Landini si è
scagliato contro il merito, causa a suo dire di discriminazione con i
meno capaci. In sintesi, non potendo avere tutti geni e per evitare di
mortificare gli incapaci, soffochiamo il merito e viviamo tutti
felici. Ci pare superfluo sottolineare come le società più avanzate
(penso al mondo anglosassone, agli Stati Uniti) si basino sul merito.
Ai nostri tempi, ai cosiddetti “meritevoli e bisognosi” veniva
garantito non solo il diritto allo studio – che si traduceva in
esonero tasse, alloggio garantito – ma anche la sussistenza
-cosiddetto presalario -, in modo che non fosse lo status economico a
prevalere ma le capacità, indipendentemente dal bilancio familiare. E’
stato così che “l’operaio ha voluto il figlio dottore” (Contessa –
Pietrangeli).

Scagliarsi oggi contro la definizione di merito, aggiunta al nome di
un ministero, denota la povertà di idee che regna nel mondo allo
sbando dalla cosiddetta Sinistra o di ciò che ne rimane. Sopprimere il
merito e livellare tutti verso il basso non è una forma di democrazia
ma, al contrario, una malcelata ipocrisia circa l’intenzione di
proseguire in un mondo dove altri valori hanno per tempo imperato
(raccomandazioni nella migliore delle accezioni o tant’altro).

Se il PD pensa di contrastare la Destra su tematiche stantie e
sterili, come quelle appena enunciate, la Meloni resterà in sella –
ahinoi – per decenni, come è successo per Berlusconi. Il tema vero su
cui incalzare il governo è come continuare a garantire ai meritevoli
l’accesso allo studio, indipendentemente dai mezzi. E’ sul sostegno a
chi merita e non ha i soldi che si misura l’essere dalla parte dei più
deboli, non garantendo protezione a chi, spesso, nella pubblica
amministrazione rappresenta l’esempio opposto del merito. A
quest’ultima tipologia di soggetti – non a caso, assai frequentemente,
inserita organicamente nel sindacato – si garantisce intoccabilità e
immunità. Quando Landini teme che la valorizzazione del merito nuoccia
a chi è meno meritevole, dichiara semplicemente l’intenzione di
continuare a proteggere categorie che non lo meritano affatto e
paradossalmente intende farlo mortificando chi vale, reo di far fare
brutta figura a incapaci e fannulloni. Siamo seriamente preoccupati
per come l’opposizione si sta appalesando e per le tematiche che sta
scegliendo. Lo siamo ancor più per essere costretti, malgrado le
nostre idee e la nostra storia, a dovere difendere chi non avremmo mai
voluto.

Massimo Conocchia

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