Malafede e ignoranza

Bata - Via Roma - Acri

Leggo con enorme stupore quanto riportato su un giornale online a firma di alcuni consiglieri di minoranza, di un rappresentante sindacale e di alcuni esponenti di un comitato cittadino che tirano in ballo il sottoscritto. Dato che nell’articolo più volte e volutamente si fa commistione tra il ruolo che ricopro in ospedale e quello che ricopro altrove, ritengo opportuno fare alcune precisazioni. Non si comprende ancora quale sia la ratio secondo la quale il sottoscritto non potrebbe partecipare ad una commissione sanità.  Magari non sarò ritenuto all’altezza da chi ha scritto ma di questo me ne farò una ragione; e poi, essere “esterofili” a prescindere, si sa, è una vocazione di alcuni.  Faccio notare che la presenza del sottoscritto durante la visita dei Direttori è stata dovuta semplicemente al fatto che sono dipendente di questo nosocomio ed in servizio proprio presso la Direzione Sanitaria e, quindi, esula dal ruolo di Presidente OPI. Pertanto chi oggi ha voluto mischiare le carte tentando, goffamente, di screditarmi o non conosce i ruoli o lo fa in malafede o magari entrambe le ipotesi. La proposta che il sottoscritto si è fatto carico di portare in commissione non va nella direzione di trasformare l’ospedale di Acri in Ospedale di Comunità, anzi, è una proposta che potenzia ed integra  ciò che è già previsto dal DM/70, (che resta un caposaldo), con i DM/71 e DM/77 e le linee guida del PNRR. Il mio è stato solo un modesto contributo alla mia città  ed a tutela della sanità ospedaliera e territoriale, evidentemente non gradito da chi ha una visione diversa. Per quanto riguarda la questione fitti è bene fare  presente che la ricognizione è iniziata da tempo e che le decisioni le prende il Management che, a tal proposito, ha istituito una commissione specifica. Pertanto ,sia il sottoscritto che altri siamo spettatori ed esecutori  delle volontà di quest’ultimo. Considerato che non vi erano politici presenti durante il sopralluogo dei Direttori, sarebbe bene informarsi, possibilmente da fonti attendibili, prima di scrivere cose inesatte e fuorvianti . Potrebbe succedere  che i loro “ informatori” siano gli stessi che da decenni  coltivano e continuano a  difendere con i denti i loro interessi,  con la complicità degli “amici” di turno il cui unico scopo è quello di apparire “vittime” quando invece sono i “carnefici”. Quanto riportato nell’articolo è  un attacco vergognoso ed indegno alla mia persona che denota pregiudizi e molta ingratitudine. Quando ho esercitato il ruolo di Presidente di Commissione ho sempre ringraziato e portato all’attenzione qualunque  proposta, di qualunque provenienza, lo sanno bene proprio quelli del comitato cittadino protagonisti di una commissione sanità ad hoc: questione di approccio ed anche di stile.  Per correttezza istituzionale mi permetto di  ricordare a chi ha scritto che non esistono più i “paramedici”(termine arcaico) e che il sottoscritto è Presidente Provinciale e non Regionale dell’OPI. Infine chiedo scusa ai cittadini che assistono a questi teatrini che non mi appartengono e nei quali, mio malgrado, vengo trascinato.

Amo la politica costruttiva, rispetto le persone che si sono costruite un percorso con le loro forze e chi, per un posto al sole, non ha venduto la propria dignità. Ognuno ha una storia personale e professionale che lo accompagna ed è quello che resterà da raccontare o far leggere a chi verrà dopo di noi. Io ho la mia fatta di sacrifici, trasparenza e dignità.

Pertanto, se vi è possibile, nelle vostre questioni  evitate di tirarmi dentro, non sopporto  quel senso di nausea che in questo momento mi pervade.

Fausto Sposato

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