Prendere voce contro le mafie

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Gli studenti di Castelvetrano hanno fatto la loro parte.  Alla notizia dell’arresto del criminale Matteo Messina Denaro sono scesi in piazza. Centinaia di studenti di tutte le scuole di quella cittadina hanno portato nelle strade numerosi striscioni che inneggiano alla libertà. Un loro manifesto diceva “La Sicilia è nostra non è di Cosa Nostra” un altro “16.1.2023: la nostra liberazione” e ancora “Smontiamo la mafia” e ancora “quando la mafia sparirà il sole sorgerà davvero”, e ancora un altro. “Viva la legalità, la mafia fa schifo”. Il sindaco Enzo Alfano ha chiamato tutti in piazza per dare una nuova dignità a una città per anni accomunata solo ed esclusivamente al nome del mafioso.

Prima di essere ucciso dalla mafia Carlo Alberto Dalla Chiesa andò a cercare conforto nelle parole dei giovani studenti di alcuni licei di Palermo che chiedevano aiuto al Generale per liberarli dalla mafia. 

L’automobile della scorta del giudice Falcone, su cui viaggiavano i tre poliziotti uccisi a Capaci, è stata esposta nell’Università di Pavia. A volerla ospitare all’interno dell’ateneo sono stati gli studenti. All’Università di Pavia il magistrato aveva fatto la sua ultima uscita pubblica dieci giorni prima della strage.

La figlia di Paolo Borsellino nel dicembre scorso ha portato la sua testimonianza al Teatro Arcimboldi a Milano. All’iniziativa hanno aderito 1400 giovani in presenza e altri 920 in streaming da tutta Italia.

Nel maggio scorso a Palermo per i 30 anni dalle stragi in cui persero la vita i giudici Falcone e Borsellino insieme agli agenti delle loro scorte, studenti di tutta Italia hanno portato lenzuoli pieni di messaggi realizzati da oltre 1000 istituti scolastici. Palermo ha ospitato 1.400 lenzuoli realizzati da 1.070 istituti scolastici italiani, alcuni di loro hanno decorato i lenzuoli bianchi che i palermitani usarono nel 1992, all’indomani delle stragi, per dimostrare la loro ribellione.

Di recente gli studenti di Crotone e provincia si sono schierati al fianco di Nicola Gratteri. Attraverso una lettera firmata da 4000 ragazzi e ragazze, hanno espresso la loro vicinanza al procuratore della Repubblica di Catanzaro dopo le nuove minacce di attentato ricevute dalla ‘ndrangheta.

Nel novembre scorso a Napoli “Ora parlo io!“, era lo slogan degli studenti dell’Ateneo della città che hanno preso la parola per leggere il documentocontro la camorra elaborato dal Consiglio degli Studenti di Ateneo. Hanno letto il documento pochi minuti prima dell’inizio di tutti i corsi in tutte le Facoltà dell’Ateneo per dire no alla criminalità in città.  

Gli studenti, i più giovani, spesso sanno cosa dire e cosa fare. L’attivismo politico dei più giovani è una linfa vitale che ridona respiro al silenzio degli adulti che più spesso rimangono muti. Prendere voce è sempre un valore!

Assunta Viteritti

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