Non luogo a procedere per la querela di Tenuta a Capalbo

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Durante la campagna elettorale dello scorso anno, per delle frasi pronunciate dal sindaco Capalbo, in ordine alle responsabilità circa il dissesto in cui è incorso il Comune di Acri, dichiarato nel 2016, l’ex primo cittadino, Nicola Tenuta, querelò il suo successore. Oggi, nonostante la richiesta di rinvio a giudizio del pm, il Tribunale di Cosenza ha deciso per il no luogo a procedere.

“Nell’agosto 2022 – scrive Capalbo in una nota -, dopo la fine della campagna elettorale e la mia riconferma a sindaco di Acri, ho ricevuto un avviso di garanzia e conseguente richiesta di rinvio a giudizio in seguito a querela sporta dal dott. Nicola Tenuta, già sindaco della città di Acri”.
Infatti, “nel ricostruire la situazione contabile del comune di Acri e l’immenso operato dell’amministrazione comunale per risanare, per fuoriuscire dal dissesto, azzerando dodici milioni di euro di disavanzo, il mio predecessore si era sentito diffamato”.
Per cui, “dopo la richiesta del pm di rinvio a giudizio, oggi si è tenuta l’udienza preliminare, il presidente, giudice Piero Santese, ha emesso sentenza di non luogo a procedere. Il mio agire è sempre stato sin dalla campagna elettorale improntato a principi di correttezza e finalizzato a valorizzare le cose fatte. Un ringraziamento particolare all’eccellente avvocato Mattia Caruso, che mi ha assistito in questa vicenda”.

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