Vacanze

“Vengono una volta all’anno e grazie a loro mi riposo per un po’,so che durano e poco quindi me le godo il più possibile. Grazie a loro capisco che posso tornare a nuotare nel mare, lontano dallo smog della city. Ringrazio Dio che ci sono le vacanze che stò con la mia gente, passo le sere estive che hanno un altro vibe, le altre sere m’annoiano, per quanto vengon poco per me sono un periodo speciale.

Arrivan le vacanze almeno mi riposo

Passa di rado quella hit estiva che mi devo subire per 3 mesi 

Ma sono felice finché ci sono loro

Ora che sono in vacanza faccio mille progetti ma ne concludo almeno 4, fanculo agosto, perché mi fa capire che si deve tornare al lavoro, non voglio tornare ma ci sta, in fondo ti cambia il viaggio non l’arrivo. Ripenso alle sere in cui giochiamo a calcio o facciamo le uscite nei bar, col caldo che viene si scioglie pure il pavimento, ora me la chillo e gioco a Pes, passa a prendere il tuo amico che ci dà un passaggio. Ora che sta finendo sto periodo devo tornare alla routine”.

Cos’ ci racconta Jrock, una vena di malinconia nei versi del giovanissimo rapper (https://www.youtube.com/watch?v=mdSwS78XLGI) di Bologna (nato ad Acri). Tutto il resto èmesso tra parentesi, vincono i social, i concerti, le uscite, i viaggi con gli amici, la musica, le tende, il mare, la discoteca, la notte, gli amori, la presa di distanza dalla famiglia, dai libri, dagli insegnanti, dalla routine delle interrogazioni e dalle spiegazioni. 

La scuola è relativizzata, in primo piano altre cose, altri giri. Ci si adultizza durante le vacanze, le ore piccole non sono proibite, la notte e il giorno si confondono. Ragazzi e ragazze assaporano ore diverse dalle altre, il tempo scorre in altro modo. La scuola è un ricordo da rimuovere, l’assoluto è il presente. Le generazioni, a tutte le altitudini, hanno vissuto e vivono questa illusione, questo incanto, questa necessità. 

Ma non è così per tutti. Non è così per i minori migranti che attraversano il mare rischiando la vita e che vivono un’altra estate, altre vacanze, un’altra musica. Varcano il mare in barchette malconce e spesso non sanno neanche nuotare. Una traversata che lascia addosso il gusto del sale e della benzina e che qualche volta si porta via la vita. Non è così per i minori in carcere, per i quali le vacanze hanno l’odore del sudore e della noia. Non è così per i giovani che negli ospedali affrontano dolore e malattia. 

Tutte le generazioni cercano la libertà delle vacanze, ognuno la cerca dentro la sua vita e nei modi in cui può. La scuola può aspettare (ancora un poco). 

Arrivan le vacanze almeno mi riposo

Passa di rado quella hit estiva che mi devo subire per 3 mesi 

Ma sono felice finché ci sono loro”

Assunta Viteritti

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