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La risoluzione 62/139 delle Nazioni Unite ha riconosciuto nel 2008 il 2 aprile come giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo. Una sindrome diagnosticata per la prima volta negli anni 40 del secolo scorso. Molti gli studiosi, neurologi, psichiatri, pediatri, più recentemente pedagogisti, si occupano di questa condizione che interessa in Italia più di 600 mila persone. 1 su 54 in USA. Uno studio condotto in diversi paesi europei ha determinato una stima media di 12,2 per 1000 abitanti (uno su 89). In Italia i bambini che potrebbero trovarsi nello spettro autistico ogni anno sarebbero oltre i quattromila.  Nel mondo si stima che sono almeno 78 milioni le persone che vivono nello spettro dell’autismo.

Le cause sono ancora sconosciute ma combinano questioni neurobiologiche e fattori di rischio ambientale.  Ogni persona che vive nello spettro autistico rappresenta comunque un caso ben distinto e diverso da qualsiasi altro.

I disturbi dello spettro autistico, di innumerevole varietà, da forme molto lievi a condizioni più severe, interessano bambini che, in vario modo, presentano caratteristiche personali di chiusura, comportamenti ripetitivi, stereotipati, paure e rabbia, difficoltà nelle relazioni sociali. Da tabù, che relegava le persone e le famiglie interessate nell’invisibilità e nel silenzio, diventa negli anni recenti un campo di impegno pubblico, delle famiglie e delle scuole.

Molte le associazioni in Italia che intervengono sul tema, la scuola sta imparando a gestire, non senza difficoltà, la presenza, sempre più numerosa di bambini con disturbi dello spettro autistico nelle classi.

La questione delle cause, come detto, è ancora aperta e oggi l’unica terapia possibile è quella definita psicoeducativa, una “pedagogia curativa”. Molti i metodi psicologici e pedagogici che sono stati sviluppati negli anni e che sono usati per allenare capacità e competenze per consentire di vivere con maggiore consapevolezza le proprie caratteristiche e competenze. Si tratta di allenamenti alla socialità e alla praticità, allenamenti che molti di noi, non solo coloro interessati dallo spettro autistico, dovremmo sperimentare.

Una società aperta e democratica si misura dalla capacità di ampliare il campo della propria varietà interna, dalla capacità di accogliere e includere le diversità.

Il 2 aprile anche ad Acri, l’Associazione Agape (Associazione Autismo Acri) ha organizzato eventi, testimonianze, laboratori, che ancora continuano nelle scuole, per testimoniare presenza, accoglienza, competenza, vicinanza. “Mettiti nei miei panni”, una magnifica formula per rendere viva la necessità di vivere insieme e nel reciproco riconoscimento le differenze che ci fanno simili come essere umani disponibili alla sorpresa e alla meraviglia. 

Qui trovate i bellissimi materiali video preparati da Agape che stanno circolando nelle scuole di Acri (e non solo) https://mettitineimieipanni.agapeacri.it/

Consiglio, per chi non l’avesse vista la serie Atypical (su Netflix), assolutamente da vedere, potrebbero scoprirne delle belle tutte/tutti coloro che si considerano normali…

Assunta Viteritti

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