Attenti ai lupi!
Nel secolo scorso si diceva: – ’U lupu a Padia! -, ossia attenzione perché a Padia c’è il lupo.
E il lupo in questione aveva circuito una ragazza, che incinta, non si sapeva ad opera di chi, prima di partorire svelò che “aveva operato il miracolo” il parroco.
Ora quella frase derisoria è sparita perfino dal ricordo. Di lupi, però, ossia di esseri sopraffattori ve ne sono in abbondanza e dovunque. Ci ha spinti a scriverne una notizia, ben commentata, apparsa su un giornale del 1873. Eccola:
“Vittorio Emanuele, andando a caccia nei boschi di Venafro uccise un lupo, e Bertholé Viale che lo accompagnava, ammazzò una lupa, forse la moglie del lupo.
Per questo duplice lupicidio il municipio di Venafro ha deciso di offrire ai due eccelsi cacciatori la solita regalìa destinata a chi accoppa animali tanto dannosi.
Io, benché poco tenero dei municipii, pure non posso fare a meno di lodare altamente la risoluzione di quello di Venafro.
Sicuro, è necessario mandare all’altro mondo quelle bestiacce sanguinarie e devastatrici e premiare chi le accoppa.
Ph! Se si potessero mandare a Patrasso tutti i lupi. Per le sole regalie ci vorrebbe qualche miliardo e miliardo, ma in compenso si starebbe molto meglio senza… i lupi”.
La notizia riportata, com’è evidente, si commenta da sola. Il giornalista, infatti, non vuole mettere in evidenza l’abilità venatoria del re e del suo compagno.
Né vuole criticare le regalie elargite, fino a non molti decenni fa, come stabiliva la legge.
Né, come precisa, il municipio di Venafro.
Importante e interessante è la parte finale, che fa riflettere sulla società in ogni tempo.
L’articolista citato fa un’altra importante precisazione:
“Guardate diversità di gusti! Il Municipio romano, per esempio, non avrebbe veduto di buon occhio la uccisione dei due lupi suddetti, esso che ha ammesso una lupa all’onore della greppia capitolica. De gustibus non est disputandum: il Municipio di Roma simpatizza con le lupe. È un fenomeno morale inesplicabile, a meno che non si ammetta una certa linea di parentela”
Non sono pericolosi quei poveri animali, che predano per vivere, ma che sono utili, tanto che, essendo arrivati alla quasi totale estinzione, ci si è accorti che erano indispensabili nella natura.
Il problema vero, che non si riesce o non si vuole riuscire ad eliminare, sono i lupi-umani che allora, come oggi, hanno come loro unico scopo la sopraffazione a tutto vantaggio dell’ego.
Quali premi bisognerebbe dare a chi si prodiga per spuntare le unghie e le zanne di questi famelici licantropi?
Ci viene un dubbio: chissà se l’invenzione del lupo mannaro non volesse mettere in evidenza proprio questo!
Pensateci su e traete le vostre conclusioni, perché le mie sono evidenti.
Giuseppe Abbruzzo














