La memoria e la propaganda
Il problema del randagismo è complesso e nessuno ha la bacchetta magica mediante la quale in un tocco risolve il problema. Proprio chi ha ricoperto il ruolo di assessore al settore dovrebbe conoscere bene le difficoltà strutturali: i canili sanitari saturi, tempi di cattura, sterilizzazioni, microchippatura.
E’ bene precisare, prima di entrare nel merito della questione con maggiore dettagli, che il “ fenomeno” del randagismo è un problema comune dal sud al nord dell’Italia e non di Acri come qualcuno maldestramente, vorrebbe fare credere, anzi, come cercherò di dimostrare ( vedi file allegati) il nostro comune è, nei modelli d’intervento, molto più avanti, rispetto ad altri comuni. Sul randagismo la propaganda non paga, serve serietà nella programmazione con interventi mirati a breve, medio e lungo termine . Serietà come quella che noi mettiamo in campo quotidianamente perché siamo consapevoli delle difficoltà ad intervenire.
Intanto stiamo per avviare, non appena firmata la convenzione con l’associazione Save the Dog, una campagna di sterilizzazione dei cani domestici che consentirà la sterilizzazione gratuita dei cani ed il censimento degli stessi, col duplice obiettivo di ridurre le nascite e soprattutto, combattere gli abbandoni, frutto di inciviltà unita alla crudeltà individuale: quando il giocattolo non piace più si abbandona al proprio destino. Questo si dovrebbe fare, non innalzare il proprio ego: io ho fatto gli altri disfano. NO! La campagna di sterilizzazione (cosa che altri non condividevano) che, ricordo a me stesso, è un intervento chirurgico che richiede tempo per la esecuzione e per la programmazione degli stessi. In questa direzione proficuo è il lavoro sinergico col responsabile del settore dottoressa Maria Teresa Manes e col responsabile del servizio l’agente di polizia locale Francesco Giordano. Non abbiamo inventato nulla di nuovo ma, certamente, stiamo cominciando a vedere la luce del ridimensionamento del “fenomeno”.
La nostra oasi canina (non canile rifugio come erroneamente riportato) in fase di allestimento e di autorizzazione complementare a quella già posseduta, poiché sono aumentati i servizi potrà contenere fino a 92 cani, di questi 34 sono quelli ospiti del canile rifugio che potranno rientrare ( in questi anni tra decessi e adozioni sono 20 quelli andati ) e dunque resteranno 58 posti disponibili che ovviamente alleggeriranno di molto il numero dei cani presenti sul territorio.
Per evitare equivoci è bene precisare che il cane catturato deve passare per il canile sanitario (quarantena – profilassi- controllo ASL) con un periodo di permanenza che oscilla dai 50 ai 60 giorni successivamente per il canile rifugio (custodia in attesa di adozione) ed infine nell’oasi canina ( benessere più adozione rapida).
L’oasi canina del comune di Acri ha il servizio di stallo delle madri con i cuccioli, fino allo svezzamento, le cucce, che qualcuno aveva dimenticato, hanno bloccato il cronoprogramma per il termine dei lavori facendolo slittare di sei mesi, saranno sistemate e fissate nel terreno a norma non buttati li per caso. Averli posizionati aveva lo scopo di verificare solo in che numero ed a quale distanza andavano sistemate nei box.
La prossima convenzione col veterinario unità alla convenzione per l’affidamento (in corso) consentirà il ritorno dei cani e di conseguenza l’oasi inizierà il suo funzionamento fino al pieno regime. Chi ha amministrato dovrebbe sapere che se un lavoro è completato esso va inaugurato, poiché ci sono i tempi di rendicontazione, molto rigidi, da rispettare e successivamente viene avviata la fase di messa in funzione, anche se in questo caso molte cose hanno avuto un percorso parallelo che ci ha portato a consegnare un’altra opera alla città molto importante dal punto di vista sociale.
Per garantire un’attività realmente efficace e controllata, è fondamentale che i cittadini effettuino le segnalazioni tramite i servizi che il Comune ha messo a disposizione. Leggere articoli di propaganda a se stessi non interessa , conta invece seguire percorsi che portano i risultati con impegno e nell’interesse della comunità.
Certamente i randagi non sono caduti dal cielo in questo ultimo anno e nessuno può arrogarsi il diritto di dire Io ero il più bravo, io ero il più efficace, considerato che il randagismo si trascina da anni e, certamente, non può addebitarsi a questa amministrazione. Noi lavoriamo come squadra senza primedonne ma con l’intento di risolvere il problema o quantomeno ridurlo tangibilmente.
Mario Bonacci, assessore comunale all’Ambiente














