Acri non muore quando si parte. Muore quando si smette di provarci
Acri si sta svuotando.
E no, non è solo “colpa della mancanza di lavoro”. È anche colpa nostra.
Ci lamentiamo che non c’è niente da fare, ma quando qualcuno prova a organizzare qualcosa… non partecipiamo.
Diciamo che i giovani devono restare, ma poi critichiamo chi prova ad aprire un’attività.
Vogliamo cambiamento, però aspettiamo sempre che lo faccia qualcun altro.
La verità è che è più facile dire “qui non funziona niente” che mettersi in gioco.
Acri non ha bisogno solo di soldi o progetti dall’alto.
Ha bisogno di mentalità diversa.
Eventi fatti bene, turismo valorizzato, spazi per i giovani, idee nuove: tutte cose possibili.
Ma finché restiamo fermi a guardare o a giudicare, non cambierà nulla.
Chi vuole andare via, andrà.
Ma chi resta deve scegliere: continuare a lamentarsi… o iniziare a costruire davvero qualcosa.
Perché Acri non muore quando la gente parte.
Acri muore quando chi resta smette di provarci.
Vincenzo Abbruzzese














