Droga: Pignataro, sbagliata ordinanza Consiglio di Stato

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“In un contesto sociale di ideologie politiche irragionevoli, orientato a normalizzare l’uso degli stupefacenti e a dare nuova vita a categorie scientificamente superate, come la distinzione fra droghe leggere e droghe pesanti e in una societa’ che, evidentemente, e’ poco sensibile ai richiami del presidente della Repubblica Mattarella, del capo del governo Meloni e degli insegnamenti di Papa Leone XIV, che definisce tutte le droghe ‘prigioni invisibili’, desta sconcerto la recente ordinanza del Consiglio di Stato che, ribaltando la pronuncia dei giudici di primo grado, rimette alla Corte di Giustizia Europea, il decreto del ministero della Salute sul CBD, che classifica le composizioni a uso orale di cannabidiolo estratto dalla cannabis come medicinali stupefacenti, vietandone la vendita libera e subordinandola all’obbligo di prescrizione medica”.

Ad affermarlo e’ il consulente del Dipartimento antidroga della presidenza del Consiglio, Antonio Pignataro.

“Bene aveva fatto il Tar ad applicare il principio di precauzione, giudicando legittimo il decreto ministeriale – continua Pignataro – l’ordinanza di rimessione del Consiglio di Stato, oltre a violare tale principio, va contro alla salute dei nostri ragazzi e non rende giustizia a quei genitori che hanno perso i propri figli a causa della tossicodipendenza o che vivono tale dramma quotidiano”. “La decisione del Consiglio di Stato – conclude Pignataro – e’ pericolosa e va condannata da tutti coloro ai quali stanno a cuore le sorti delle nuove generazioni, la sicurezza e la salute della societa’”.

Fonte: Agi

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