San Demetrio Corone, convegno su “Olivicoltura di collina”
È in programma sabato 5 settembre 2026, a partire dalle ore 19:00, a Sant’Agata di San Demetrio Corone, nei pressi dell’edicola votiva, l’evento “Olivicoltura di collina” tra cultura, identità e qualità.
L’iniziativa, organizzata dall’ Amministrazione comunale e dall’ Associazione “A mano a mano” prevede una “tavola rotonda” con esponenti del mondo istituzionale, tecnico e produttivo
per discutere di sfide che attendono uno dei comparti agricoli più importanti della regione.
Ad aprire la manifestazione Francesco Meringolo, Presidente dell’Associazione “a mano a mano” e il Consigliere delegato alle frazioni Francesco Avato.
Protagonista della tavola rotonda: Ernesto Madeo, Sindaco di San Demetrio Corone; i Consiglieri regionali Angelo Brutto, Rosellina Madeo e Pasquale Straface; Damiano Guagliardi, già Consigliere / Assessore regionale, Presidente FAA e Saverio Bianco Vice presidente dell’Associazione “A mano a mano”. Al termine della discussione è previsto uno spazio musicale “Retro revival”, dal vivo.
A proposito dell’ evento l’Associazione “A mano a mano”, tramite il suo presidente dr. Francesco Meringolo, ha reso noto anche uno specifico ed interessante studio articolato sui seguenti punti: Presentazione del convegno; qualità, identità e territorio; un confronto che parte dal territorio;San Demetrio Corone, un laboratorio per il futuro; la collina: una difficoltà che può diventare valore; olivicoltura e futuro del territorio
Presentazione del convegno
Ci sono territori nei quali l’olivo non è soltanto una coltura agricola. È paesaggio, memoria, lavoro e identità. È una presenza che attraversa le generazioni e contribuisce a raccontare la storia di una comunità.
San Demetrio Corone, Shën Mitri, nel cuore dell’area arbëreshe della Calabria, è uno di questi luoghi.
Adagiato sulle colline della Sila Greca e affacciato sulla Piana di Sibari, conserva un patrimonio olivicolo straordinario, fatto di migliaia di piante che da secoli accompagnano la vita del territorio.
Qui l’olivo è parte della cultura tanto quanto la lingua, le tradizioni e la memoria arbëreshe. Da questa consapevolezza nasce il convegno: aprire una riflessione sul futuro dell’olivicoltura collinare, sulle sue difficoltà e, soprattutto, sulle opportunità che può rappresentare per San Demetrio Corone e per le aree interne calabresi.
L’obiettivo non è proporre una discussione esclusivamente tecnica, ma mettere a confronto produttori, rappresentanti del settore, istituzioni e comunità locale attorno a una domanda: come possiamo fare in modo che l’olivicoltura delle nostre colline continui a produrre reddito, lavoro, qualità e futuro?
La collina: una difficoltà che può diventare valore
L’olivicoltura collinare deve confrontarsi con problemi che incidono fortemente sui costi: la pendenza dei terreni, la frammentazione delle proprietà, le difficoltà di meccanizzazione e i maggiori costi della raccolta.
Sono condizioni che rendono difficile competere sulla quantità con i modelli intensivi e fortemente meccanizzati delle pianure.
La collina, però, può giocare una partita diversa: non quella della quantità, ma quella della qualità, della tipicità e del valore.
Il legame con il territorio, le varietà locali, le caratteristiche ambientali, la tradizione e la cura degli oliveti possono diventare elementi distintivi di un prodotto capace di trovare spazio sui mercati proprio perché legato a un’identità precisa.
La sfida, quindi, non è soltanto produrre più olio, ma dare più valore all’olio che produciamo. Per farlo servono qualità, attenzione alla trasformazione e alla commercializzazione, ma anche maggiore collaborazione tra i produttori e capacità di aggregazione.
Olivicoltura e futuro del territorio
Parlare di olivicoltura significa parlare anche del futuro dei nostri paesi.
Lo spopolamento, l’invecchiamento degli agricoltori e l’abbandono dei terreni stanno modificando il volto delle aree interne. Un uliveto abbandonato non rappresenta soltanto una perdita produttiva: significa perdere paesaggio, memoria e una parte del patrimonio economico e culturale della comunità.
Mantenere coltivati gli uliveti significa quindi prendersi cura del territorio, contrastare l’abbandono e mantenere viva una presenza agricola che può ancora creare opportunità di lavoro, soprattutto per le nuove generazioni.
La questione non riguarda soltanto il prezzo delle olive o dell’olio. Riguarda la possibilità di creare condizioni affinché coltivare la terra possa tornare a essere una scelta economicamente sostenibile.
Qualità, identità e territorio
L’olivicoltura collinare trova una delle sue principali risorse nel rapporto tra prodotto e territorio. Un olio prodotto sulle colline di San Demetrio Corone, e più in generale nel territorio calabrese, non dovrebbe essere raccontato soltanto come un alimento, ma come il risultato di una storia, di una cultura e di un modo di vivere la terra. È qui che agricoltura, cultura e turismo possono incontrarsi. L’olio può diventare parte del racconto del territorio insieme al patrimonio storico e culturale, alla gastronomia, alle tradizioni e al paesaggio. Per un territorio come San Demetrio Corone, con la sua identità arbëreshë e il suo patrimonio olivicolo, questa integrazione può rappresentare un’importante opportunità di valorizzazione.
Un confronto che parte dal territorio
L’associazione promotrice vuole aprire un confronto concreto sulle prospettive dell’olivicoltura collinare, partendo dalle esigenze di chi ogni giorno lavora nei campi. Frammentazione fondiaria, costi di produzione e raccolta, aggregazione tra produttori, innovazione, commercializzazione e valorizzazione della qualità sono alcune delle questioni sulle quali è necessario confrontarsi. Su queste tesi l’associazione intende coinvolgere i rappresentanti del settore e gli interlocutori istituzionali regionali, a partire dai Consiglieri regionali e da rappresentanti della Giunta regionale, chiedendo loro di confrontarsi con le esigenze e le proposte che arrivano dal territorio. Non un incontro celebrativo, dunque, ma un’occasione per mettere a confronto esperienze, difficoltà e possibili soluzioni.
San Demetrio Corone, un laboratorio per il futuro
Il paese può rappresentare un punto di osservazione significativo per immaginare un nuovo modello di olivicoltura, nel quale agricoltura, cultura, ambiente ed economia locale possano rafforzarsi reciprocamente. L’obiettivo del convegno è riportare l’olivicoltura al centro del dibattito sul futuro del territorio. Perché difendere gli ulivi significa difendere il paesaggio. Valorizzare l’olio significa valorizzare il lavoro dei produttori. Creare nuove opportunità significa offrire una prospettiva in più ai giovani e alle comunità delle aree interne. La collina non può competere con la pianura sul terreno della quantità. Può e deve competere su quello della qualità, dell’identità e del valore. E proprio da questa consapevolezza può partire una nuova idea di olivicoltura: capace di custodire un patrimonio antico e, allo stesso tempo, di costruire futuro.
Gennaro De Cicco















