“Le chiese scomparse del rione Padia e Santa Maria Maggiore”, il nuovo libro postumo di Giuseppe Abbruzzo

Bata - Via Roma - Acri

Ci sono libri che raccontano una storia e libri che, oltre a raccontarla, riescono a restituire vita a ciò che il tempo sembrava aver cancellato. È questo il sentimento che accompagna la lettura dell’ultima opera, pubblicata postuma, di Giuseppe Abbruzzo, giornalista, scrittore e appassionato storico e ricercatore di Acri, scomparso lo scorso dicembre.

Il volume, dedicato alle chiese scomparse del Padia e Santa Maria Maggiore, pp 191, Ediz. Alimena – Orizzonti Meridionali (2026), rappresenta un prezioso contributo alla conoscenza e alla conservazione della memoria storica della comunità acrese. Un lavoro che va ben oltre la semplice ricostruzione di edifici religiosi ormai perduti: attraverso le pagine del libro, Abbruzzo ci conduce dentro un mondo nel quale la chiesa non era soltanto luogo di culto, ma costituiva un autentico punto di riferimento per la vita sociale, civile e comunitaria.

Le antiche chiese, infatti, vivevano in stretta relazione con il territorio e con la popolazione. Attorno ad esse esistevano diritti, consuetudini e servitù di cui il popolo poteva avvalersi: il pascolo, la raccolta della legna e altre forme di utilizzo delle terre rappresentavano aspetti concreti della vita quotidiana di una comunità che con quei luoghi aveva costruito, nel corso dei secoli, un rapporto profondo e articolato.

È proprio questa dimensione, insieme religiosa, sociale e territoriale, a rendere particolarmente interessante la ricerca di Abbruzzo. Con la pazienza dello storico e la curiosità del ricercatore, egli ha saputo andare alla ricerca delle tracce documentarie necessarie a individuare e identificare i siti delle antiche chiese, ricostruendone la presenza attraverso documenti, testimonianze e riferimenti appartenenti a epoche diverse.

Nel percorso delineato dall’autore compaiono figure di preti e vescovi, vicende e avvenimenti religiosi, trasformazioni del territorio e della società, eventi anche drammatici che hanno interessato il nostro territorio (come la guerra tra Angioni e Aragonesi, che ha visto Acri teatro di eventi cruenti e sanguinosi) ma anche testimonianze artistiche di notevole interesse. Ne emerge un quadro nel quale la storia delle chiese diventa, inevitabilmente, storia degli uomini e delle donne che le hanno frequentate, delle comunità che vi si sono raccolte, delle tradizioni che attorno ad esse sono nate e si sono tramandate.

Il merito più grande di Giuseppe Abbruzzo è forse proprio quello di aver saputo leggere le tracce del passato non come semplici frammenti isolati, ma come tessere di un mosaico più ampio, capace di restituire identità e profondità alla storia di Acri. La sua ricerca non si limita dunque a riportare alla luce edifici scomparsi: riporta alla luce un pezzo della vita della città.

E così, in questo libro pubblicato dopo la sua scomparsa, Giuseppe Abbruzzo continua in qualche modo a dialogare con la sua comunità. La sua voce di storico e di ricercatore rimane affidata alle pagine, ai documenti recuperati, ai luoghi individuati e alle vicende ricostruite con passione e rigore.

Questo volume è, pertanto, un libro prezioso per la memoria storica di Acri. Prezioso perché salva dall’oblio una parte importante del patrimonio materiale e immateriale della città; prezioso perché offre alle nuove generazioni la possibilità di conoscere ciò che non è più visibile; prezioso, infine, perché testimonia ancora una volta il grande valore di un uomo che ha dedicato tempo, studio e passione alla propria terra.

La scomparsa di Giuseppe Abbruzzo lascia un vuoto, ma opere come questa dimostrano che il lavoro di chi ha amato profondamente la propria comunità può continuare a parlare anche dopo di lui.

La memoria, quando viene cercata, studiata e affidata alle pagine, non muore. E quella di Giuseppe Abbruzzo, attraverso questo libro e attraverso il patrimonio di conoscenze che ci ha lasciato, è destinata a durare nel tempo.

Massimo Conocchia

Bata - Via Roma - Acri

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

errore: - Contenuto protetto -