Vigili del Fuoco ad Acri: quando la propaganda brucia più del fuoco

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Premesso che la presenza di un presidio dei Vigili del Fuoco sul nostro territorio rappresenta una necessità fondamentale e indiscutibile per garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela dell’ambiente.
Tuttavia, l’annuncio della riattivazione del Presidio Rurale per appena sette giorni assume i contorni di una vera e propria beffa. Come si legge nella comunicazione ufficiale del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, il servizio viene riattivato specificamente per la “lotta agli incendi boschivi” (AIB) nel Parco Nazionale della Sila.
Non ci si può esimere dal sottolineare come queste risorse sarebbero state preziose nei mesi estivi, quando i nostri territori sono stati devastati dal fuoco.
Risulta invece anacronistico oltre che incomprensibile destinare un presidio AIB all’inizio di ottobre, con l’approssimarsi della stagione delle piogge e l’umidità autunnale, quando il rischio roghi è ormai ai minimi storici. Più che una risposta concreta, questa operazione assume i tratti, questa sí, della propaganda.
Ma a smontare i toni intervengono i criteri tecnici di valutazione che regolano il settore e il ruolo che la stessa Amministrazione comunale avrebbe dovuto far valere. L’istituzione di questi presidi, infatti, si basa su parametri precisi quali l’analisi della carta del rischio, l’estensione geografica, la conformazione orografica e la distanza dalle sedi centrali di Comando.
In questo percorso di pianificazione, i Comuni giocano un ruolo attivo fondamentale: sono chiamati a redigere e aggiornare il catasto delle aree percorse dal fuoco, a segnalare le criticità locali basandosi sulla conoscenza del proprio territorio e a recepire le linee guida negli strumenti di protezione civile.
Del resto, il Parco Nazionale della Sila e l’area Mab UNESCO (Riserva della Biosfera) rappresentano un patrimonio naturalistico di inestimabile valore all’interno dei quali la presenza stabile di un presidio dei Vigili del Fuoco dovrebbe costituire un pilastro strutturale permanente per la salvaguardia dell’ecosistema e delle biodiversità, e non una concessione a intermittenza.
Se poi si guarda la durata, appena sette giorni complessivi di operatività, tutto appare come una parentesi del tutto insignificante, incapace di garantire una prevenzione efficace per un’area vasta come la Sila. E questo non perché non vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno ma perchè la nota stessa del Comando dei Vigili del Fuoco specifica che questa riattivazione è legata unicamente alla disponibilità estemporanea di «ulteriori risorse».
La città di Acri, per la sua conformazione orografica e la sua straordinaria estensione territoriale, merita ben altra misura, vale a dire un distaccamento permanente, strutturato e operativo tutto l’anno, e non l’ennesimo annuncio a termine.
Azione

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