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Strade cittadine e decoro urbano. Mercato coperto di fine anni ‘50 in Via Padula.

Bata - Via Roma - Acri


Alla fine degli anni ’50 (sindaco sen. Francesco Spezzano, suppongo), si pensò a dotare Acri di un mercato coperto. La zona non poteva che essere nei pressi della parte pulsante del paese, che garantiva il massimo transito di uomini e mezzi (all’epoca, forse non erano tanto numerose le auto quanto lo erano gli asini ed i muli). Il luogo che si prestava meglio allo scopo era lo spazio, libero da abitazioni, fra Via V. Padula e Via V. Julia. Le due strade, non essendo sullo stesso piano, erano separate da un alto muro in pietra. Il progetto prevedeva la demolizione del muro, lo sbancamento del terreno per qualche metro a monte ed una copertura, che, ripristinando la larghezza originaria di Via V. Julia, permetteva l’utilizzazione dello spazio del terreno asportato. Con questo progetto si sono realizzati sette locali per negozi privati, uno più ampio per la pescheria ed un locale più piccolo adibito a servizi pubblici.
Un’idea di pubblica utilità azzeccata, senza dover ricorrere a spiacevoli espropri. Il tutto poi veniva completato con cinque lampioni su Via Padula ed altrettanto su Via Julia: dieci lampioni al neon che illuminavano a giorno quel tratto di via cittadina. I lampioni al neon erano una novità, ma la curiosità degli acresi era rivolta a notare il colore della pelle illuminata da quella luce.
In tutto questo tempo, nelle botteghe si sono alternati diversi esercizi commerciali, fra cui anche l’edicola di Dora Perrotta (forse per ricompensarla della demolizione della originaria sede di Via Regina Elena). Invito chi può a fornire altre informazioni. Sessant’anni, comunque, sono passati e … si vedono. Le foto sono emblematiche dello stato fisico dell’antico mercato coperto. Forse, sarebbe meglio che si provvedesse a recuperarne l’immagine e la funzionalità!

Francesco Foggia

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