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Un acrese illustre dimenticato: Tobia Cornacchioli

Prosegue la nostra incessante ricerca di personaggi nostrani illustri, caduti ingiustamente nel dimenticatoio. Riteniamo nostro precipuo compito quello di riportare alla luce figure d’altro profilo. Una testata giornalistica si deve contraddistinguere quanto a libertà ed autonomia di giudizio: ciò le impedirà di cadere nel settarismo e nella meschinità. Tutto ciò che fa lustro ad Acri è per noi fonte di orgoglio e non esiteremo mai a metterlo in rilievo, senza che piccinerie di animo e di mente possano mai influenzare il nostro lavoro. Questo aspetto è molto apprezzato dai nostri lettori, che ci seguono sempre più numerosi, come testimonia il numero crescente – e realistico – di visualizzazioni, oltre alle condivisioni e agli apprezzamenti sui vari social.

Il personaggio di cui ci occupiamo oggi è una figura straordinaria di studioso, storico e intellettuale antifascista, acrese di nascita, cosentino d’adozione. Stiamo parlando del professor Tobia Cornacchioli (Acri 1952, Cosenza 2003). Laureatosi in Filosofia a Firenze, è ritornato a Cosenza, città dove si è espletato il suo impegno nel campo degli studi sull’antifascismo. Fu presidente del Centro Studi “Pietro Mancini”. Successivamente, entrò a far parte dell’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo, del quale divenne prima vicepresidente, quindi presidente, distinguendosi quanto a rigore intellettuale e capacità critiche, che si sono materializzate in una miriade di studi e pubblicazioni, che hanno lasciato un segno profondo nel campo della nutrita pubblicistica sull’antifascismo. Fu professore a contratto presso l’UNICAL.

Cornacchioli è stato attivo anche all’Accademia Cosentina.

Numerosi i suoi scritti si apparsi in rivista e notevoli anche quelli in volume, dei quali ricordiamo i principali:

– Le origini del movimento socialista organizzato in Calabria 1892-1897 (Pellegrini, Cosenza 1983),

– Nobili, borghesi ed intellettuali nella Cosenza del quattrocento  (Perieria, Cosenza1990),

– Cronache dalla preistoria contemporanea (Qualecultura-JacaBook, Vibo Valentia-Milano 1996).

Una parca cesoia interruppe, nel 2003, un percorso di vita e di studi brillante. Resta, comunque, un patrimonio notevole di pubblicistica, a testimonianza di una personalità non comune. La città dei Bruzi gli ha dedicato un largo. Sarebbe opera meritoria che anche Acri, sua città natale, se ne ricordasse.

Massimo Conocchia

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