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L’amazzonia e i Dr. Jekyll-Mr. Hide che vivono nella società civile

L’Amazzonia brucia: un danno incommensurabile.
L’Amazzonia in fiamme mette in risalto i limiti, gli eccessi, l’arroganza, l’ardire e la violenza della cupidigia umana. L’Amazzonia in fiamme evidenzia le forti contraddizioni in seno alle società cosiddette civili.
Solo qualche mese fa in Italia, come nel resto del Mondo e finanche in Vaticano, si è accolta Greta Thunberg come un nuovo Messia, per il messaggio di pace che predicava. Adesso, quelle stesse persone o quegli stessi politici hanno esaurito le sensibilità personali sulla difesa ambientale? Gli organismi internazionali che hanno sollecitato l’attenzione mondiale sulle problematiche climatiche ed ambientali perché tacciono di fronte a questo immane scempio della natura? Come sia possibile che la piazza invochi e i governi si preparino a legiferare per ridurre i parametri degli inquinanti atmosferici e nello stesso momento rimangano indifferenti, se non addirittura infastiditi, da quel che succede in Amazzonia, in Siberia, in Africa ed in tanti altri posti del pianeta?
Abbiamo, forse bisogno di scendere in corteo e compiere la nostra bella azione quotidiana per mettere a posto la nostra coscienza e recuperare il “lato nero” e subdolo dell’indifferenza, se non addirittura del senso di colpa per i danni che provochiamo all’ambiente con consapevolezza o per superficialità?
Bisogna correre subito ai ripari e rifiutarsi ciascuno di dare ascolto al “lato oscuro” delle nostre menti per evitare rovine e seminare morti.
Francesco Foggia

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