Da vecchi giornali: Acri 1913.

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Su “Confronto” pubblicavamo una rubrica: “Da vecchi giornali”, abbiamo pensato di “rispolverarla”.

Le notizie, che si ricavano, documentano un frammento di Storia coperto dalla polvere di un secolo e sei anni trascorsi dagli avvenimenti che si riportano.

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Su Cronaca di Calabria (periodico cosentino) del 25 giugno 1913 apparve un breve articolo inviato da Acri da Barbarin. Dovrebbe trattarsi di Antonio Julia che, in quegli anni, inviava la corrispondenza al suddetto periodico.

Il “pezzo” è interessante per le notizie che vi si trovano.

Il Beato. Francesco Maria Greco, allora mons. Arciprete, aveva ritenuto necessario dotare Acri di un ospedale e di un educandato. Il presidio sanitario fu, infatti, costruito e funzionò nell’ex convento dei Francescani che il Comune cedette, per l’importante realizzazione. Il nosocomio fu denominato Ospedale Charitas.

Charitas, com’è noto, è il motto di S. Francesco di Paola.

La superiora delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori, Raffaella De Vincenti, in quest’opera era il “braccio destro” del Beato.

Ecco il “pezzo” trascritto pedissequamente.

“PER UN’OPERA DI BENEFICENZA.

A pro di un educandato e di un ospedale, che mercé l’opera assidua della egregia signorina De Vincenti Raffaella, coadiuvata da altre suore, si sta qui costruendo, sono ricostituite in Comitato di beneficenza le gentilissime signore D. Adelina Giannone in Salvidio e D. Leonilde Servidio (sic) in Falcone, appartenenti a due delle più nobili e cospicue famiglie Acresi; nonché le signorine De Vincenti Raffaella e Falcone Carmela.

Esse hanno, già, incominciato a raccogliere personalmente, presso le famiglie del nostro paese, l’obolo necessario, passando col sorriso e la grazia, che le distingue, in mezzo alla deferente ammirazione dell’intera cittadinanza.

Nel manifestare il nostro compiacimento al gentilissimo comitato, facciamo voti che si realizzino al più presto le sante e giuste aspirazioni di un intero paese, il quale, unanime, concorre e plaude all’opera benefattrice, che tanto onora e rende sempre più meritevole di stima chi così nobilmente vi partecipa”.

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Sempre sul periodico suddetto, il 24 agosto 1913 si dà la seguente notizia priva di firma.

 “NUOVO UFFICIALE POSTELEGRAFONICO

Il sig. Soldano, dell’Ufficio delle Poste di Cosenza, ha immesso l’egregio giovine, sig. Nicolino Romano, nel possesso dell’Ufficio di Posta e Telegrafo, tenuto in Acri, con lode e correttezza inappuntabile, per molti anni, dal padre suo sig. Luigi Romano; il quale lo ha lasciato per motivi di salute.

Nicolino Romano, così compito e valoroso, riscuotendo sempre più la benevolenza e la stima di questa cittadinanza, che con molto compiacimento, vede a capo di un ufficio così importante un giovine dotato delle più belle doti non solo del gentiluomo ma anche del funzionario solerte e intelligente.

Auguri e congratulazioni senza fine”.

Giuseppe Abbruzzo

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