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Sciacalli e speculatori ai tempi del Coronavirus

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Ciò che si sta verificando in questi giorni da parte di alcuni esponenti di determinate categorie professionali ha dell’inverosimile. E’ partita una squallida campagna da parte di alcuni studi legali per accaparrarsi clientela, spingendo i familiari dei pazienti deceduti per coronavirus a improbabili quanto squallide azioni legali verso i medici, quegli stessi che, in prima linea, rischiano quotidianamente la loro pelle per salvare quella degli altri. Ad oggi sono ottanta i medici morti per coronavirus, mentre espletavano il loro dovere con abnegazione e senso del dovere.

In una situazione così drammatica, circolano alcuni sciacalli, che tentano di succiare il sangue da chi si sta sacrificando, speculando su dolore e disperazione.

La denuncia arriva, con tanto di comunicazione scritta, dai presidenti degli Ordini degli avvocati di tutta la Lombardia, allo scopo di stigmatizzare il comportamento di alcuni professionisti senza scrupoli che approfittano della situazione per accaparrarsi «clientela» con «operazioni di marketing», spingendosi a «sollecitare da parte dei familiari delle vittime azioni risarcitorie contro ospedali, medici ed infermieri, ossia proprio coloro che in questo momento mettono a repentaglio la propria vita per salvare la nostra».

Negli ultimi giorni, scrive l’Unione lombarda ordini forensi, «sono comparsi sui social media video e messaggi di avvocati che, approfittando dell’emergenza Covid-19, pubblicizzano particolari competenze dei propri studi, capacità di operare e di garantire i regolari standard di efficienza». In altri casi, questi avvocati «si rendono disponibili ad assistere gratuitamente i sanitari per ogni possibile conseguenza legale che dovessero subire o per ogni possibile problema giuridico che dovessero affrontare in conseguenza delle condotte tenute nella emergenza epidemiologica».

Si tratta, in molti casi, di atteggiamenti che gettano discredito su una categoria, che è fatta, nella stragrande maggioranza, di persone per bene, con uno straordinario senso dell’etica e una professionalità non comune. Le mele marce esistono in ogni settore e anche quello di cui ci stiamo occupando non ne è immune. In ogni tempo ci si è trovati di fronte a qualche esemplare di questa specie di carnivoro e, in qualche caso, ci è capitato di assistere esterrefatti a qualche loro performance. Oggi, però, queste azioni appaiono tanto più gravi e sono rese ancora più intollerabili dal momento che stiamo vivendo. I medici sono, oggi più che mai, in prima linea a combattere una battaglia impari contro un nemico subdolo e invisibile, rischiando in prima persona. Mentre i sanitari combattono, c’è chi pensa bene di approfittare delle tragedie e del dolore delle gente per lucrare.

Il legislatore si sta finalmente muovendo per permettere ai medici di lavorare senza il timore che ci sia qualche iena pronta ad azzannarli alle spalle. La speranza è che si faccia in fretta e che questa tragedia insegni qualcosa anche in questo ambito, in modo che sciacalli e speculatori trovino sempre meno spazio e non solo nel momento presente. Vivere speculando sul dolore altrui è non solo triste ma anche deprimente.

Massimo Conocchia

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