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Aggiornamento Coronavirus: in Calabria 1109 contagiati, 83 morti, 231 guariti

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Covid-19 Aggiornamento martedì 28 aprile

“Una bugia fa in tempo a compiere mezzo giro del mondo prima che la verità riesca a mettersi i pantaloni”

(Sir Winston Churchill)

I calabresi contagiati dal coronavirus sono fino a stamane 1109. 83 i morti, 231 i guariti

I nuovi tamponi

L’Alta Calabria rimane al centro dell’azione del Covid-19. Ieri due decessi a Cosenza: si tratta di un uomo e di una donna, rispettivamente di 60 e 66 anni, che erano ricoverati in ospedale. Nuovi contagi si registrano a Scala Coeli e Castrovillari. Attesa per l’esito di un centinaio di tamponi. Fino al momento sono 451 i positivi. La Valle del Crati, partendo da “Villa Torano”, è al centro di una massiva epidemia. Nel resto della regione le cose vanno invece decisamente meglio e tendono ormai verso il traguardo del “contagio zero”.

Nel Reggino la situazione è la seguente: 24 pazienti in reparto (3 in meno rispetto a ieri), 3 in rianimazione e 145 persone in isolamento domiciliare (12 in meno rispetto a ieri). Ben 125 contagiati sono a Reggio; 31 a Melito Porto Salvo, 6 a Sinopoli, 6 a Rosarno, 4 a Bova, 8 a Montebello, 3 a Taurianova, 2 a Cittanova, 3 a Siderno, 2 a Locri, 2 a Rizziconi, 2 a Bovalino e 1 a Palmi . Dati in decrescita. Un solo nuovo contagiato a Motta San Giovanni.

Nel Catanzarese la situazione è descritta dai dati resi pubblici dagli ospedali: 48 pazienti in reparto (1 in meno rispetto a ieri), 2 in rianimazione e 80 persone in isolamento domiciliare (4 in meno rispetto a ieri). Il centro più colpito è Chiaravalle. 26 i decessi tra gli ex pazienti della struttura sanitaria privata “Domus Aurea”. L’ultimo morto è un ottantenne di Satriano, deceduto al “Mater Domini” di Catanzaro. Ieri solo un nuovo contagiato, ma a Falerna. Preoccupa la situazione legata ad una residenza per anziani a Sant’Andrea Apostolo, dove a una pensionata e due operatori sanitari contagiati si aggiungono altri tre casi positivi. Siamo di fronte a un nuovo possibile focolaio?

Nel Vibonese il quadro offerto dai dati appare quello meno compromesso dall’epidemia con 1 paziente in reparto e 55 persone in isolamento domiciliare. I luoghi più colpiti sono i comuni ormai ex “zona rossa” di Serra San Bruno con 10 casi e di Fabrizia con 12. Dati in decrescita. Un solo nuovo caso, l’altro ieri, nella frazione Bivona di Vibo.

Nel Crotonese il quadro numerico rivela 13 pazienti in reparto e 66 persone in isolamento domiciliare (1 in meno rispetto a ieri). I centri più colpiti Cirò Marina con 9 casi, Cutro, che è ormai ex “zona rossa” con 8 e Isola Capo Rizzuto con 6. Dati in decrescita, nessun nuovo contagiato.

L’emergenza nella Calabria settentrionale

Due morti. La Calabria settentrionale paga un prezzo altissimo al Covid-19. I positivi superano ormai le 450 unità e l’ultimo focolaio – quello partito da “Villa Torano” – coinvolge complessivamente 136 persone sparse in ben 14 centri della provincia.

All’ospedale dell’Annunziata si sono spenti, lo stesso giorno, una donna di 66 anni, originaria di Malvito, paziente della casa di cura privata toranese, ricoverata in ospedale da Pasquetta e un uomo di 60 anni, di Belsito, che era finito nel nosocomio bruzio quattro settimane fa. Ancora una volta il coronavirus ne ha crudelmente inghiottito le esistenze. Contemporaneamente altre due persone, di San Marco Argentano e di Castrovillari hanno fatto il loro ingresso nel presidio sanitario pubblico con problemi respiratori e febbre alta riconducibili all’azione del virus. Il paziente proveniente dalla città del Pollino preoccupa particolarmente i virologi perché per circa una settimana è rimasto all’interno dell’ospedale di Castrovillari dove potrebbe aver infettato altri pazienti e il personale. Indispensabile appare procedere celermente all’esecuzione di tamponi per accertare se l’infezione si è estesa. I pochi tamponi “processati” ieri rivelano un nuovo caso positivo a Scala Cioeli, piccolo centro della zona ionica del Cosentino dove già erano stati accertate altre “positività”. Il lavoro degli “specialisti” dell’Asp, tuttavia, continua in tutto il territorio provinciale. Nella “zona rossa” di San Lucido i guariti sono saliti complessivamente a 15 facendo ben sperare per il futuro. Nessun contagio a Corigliano Rossano ed Oriolo, quest’ultimo comune è ancora “zona rossa”. Sei invece gli infettati a Fagnano Castello, paese che paga lo scotto del focolaio di “Villa Torano”. Tre i minori guariti: una bimba di 15 mesi a Santo Stefano di Rogliano e due ragazzi, di età compresa tra 15 e 17 anni, a Marzi.

I sanitari guardano con più ottimismo ai giorni a venire: se le decine di asintomatici rilevati nella Valle del Crati non dovessero mostrare stati febbrili o problemi respiratori, la strategia di contenimento attuata attraverso l’isolamento domiciliare potrebbe sortire effetti favorevoli nello spazio di due settimane. Rimane tuttavia da valutare un dato clinicamente singolare: è riferito a due contagiati di Amantea risultati ancora positivi al virus a trenta giorni di distanza dall’esecuzione del primo tampone. Una persistenza della positività così lunga tra gli infettati della Valle del Crati rappresenterebbe davvero un grave ostacolo per il ritorno ad una “normalità controllata”.

Lo scontro sui migranti con il Governo

«Evidentemente al Governo dà proprio fastidio che alcune regioni abbiano mantenuto basso il numero dei contagi. E’ di oggi la notizia che il Governo sta mandando in Calabria circa 50 migranti provenienti dalla Sicilia, ignorando in tal modo non solo le ordinanze regionali ma anche i decreti dello stesso Governo che dovrebbero bloccare la mobilità interregionale». Lo dichiara Jole Santelli, Presidente della Regione Calabria.

«Ho già denunciato la settimana scorsa – spiega – il pericolo che tramite i migranti possa divampare nel sud Italia un nuovo focolaio. In una fase di emergenza sanitaria come quella che stiamo vivendo il Governo ha l’obbligo morale, prima ancora che politico, di chiudere totalmente i confini agli sbarchi di persone provenienti da paesi come quelli dell’Africa, che hanno dichiarato la pandemia e sono in totale assenza di controlli. E’ una bomba innescata di cui il Governo ha consapevolezza e la cui risposta politica non può essere qualche educato balbettio o qualche frase politically correct. Oggi l’Italia – conclude – ha bisogno di uno scudo protettivo totale».

L’uso risolutivo del Tocilizumab ed i risultati ottenuti in Calabria: parla lo sperimentatore

Risolutivo si è rivelato l’uso del Tocilizumab per via sottocutanea in un protocollo di somministrazione e di gestione, applicato, per la prima volta in Europa, sui malati Covid nel reparto Malattie infettive dell’“Annunziata” di Cosenza con esiti del tutto soddisfacenti. «Un’intuizione importante e clamorosa per il nostro lavoro e per i nostri pazienti che non è venuta da altri ospedali, ma dalla nostra riflessione scientifica»: scrive il primario Antonio Mastroianni che, in un lungo messaggio indirizzato al sindaco di Rogliano, Giovanni Altomare, suo paziente guarito dal virus, rileva come i suoi studi siano valsi a individuare la terapia giusta per tante guarigioni. «Non esisteva e tuttora non esiste in letteratura un riferimento, una guida. Abbiamo studiato ed elaborato uno schema razionale nell’uso di questo farmaco che per via sottocutanea presenta caratteristiche farmacocinetiche e timing di attività nettamente differenti dalla formulazione per uso endovenoso. Siamo stati nella nostra Unità operativa i primi, in senso assoluto in Italia ed in Europa, a iniziare a usare il farmaco definendo un protocollo che è stato richiesto via via da molti altri Centri, man mano che si è diffusa la notizia dei nostri ottimi risultati, inclusi molti Centri tra Lombardia (Bergamo, in primis, ci ha chiesto come usare il Tocilizumab sottocute), Piemonte (Torino), Veneto (Venezia-Mestre in primis), Marche (Urbino, in particolare), Emilia (Fidenza), Umbria (Perugia)».

Il dottor Mastroianni spiega anche da dove sia scaturita la sua intuizione: «Non possiamo non dire grazie ai colleghi cinesi che per primi hanno pubblicato su una sconosciuta ed improponibile rivista elettronica i primi risultati sull’uso di Tocilizumab in venti pazienti, alimentando un certo interesse internazionale tale da inserire Tocilizumab nelle linee guida di tutte le Società scientifiche. In Italia questo interesse è stato colto per primi dall’esperienza del Pascale, un Istituto Oncologico di Napoli molto importante, certamente, ma che non ha una storia infettivologica. Tutto questo si è riferito al Tocilizumab in uso endovenoso. Il Tocilizumab non è stato disponibile nella formulazione per via endovenosa per un lungo periodo e le fasi iniziali dello studio multicentrico guidato dal Pascale sono state molto perigliose per moltissimi Centri. Seguendo una certa logica scientifica ne abbiamo adottato, per primi, l’uso per via sottocutanea».

Il primario fa presente che il farmaco in siringa per uso sottocute non è fornito gratuitamente dalla Roche, ma costa 1480 euro a confezione di 2 siringhe e non è nemmeno facile averlo per la produzione limitata all’uso nei pazienti con artrite reumatoide. Per diverse settimane non siamo riusciti a reperirlo e tuttora è difficile acquistarlo al di fuori della registrazione. «La nostra casistica ora è importante e ci permette di pubblicare dati di un certo peso. Quindi – sottolinea – onore al nostro studio e alla nostra intuizione che, aldilà dei meriti grandissimi dei Colleghi napoletani, è stata molto difficile ed irta di ostacoli enormi, ma ci ha visti protagonisti assoluti in tema di ricerca clinica nella “Real Life”. Siamo riusciti a risolvere l’insufficienza respiratoria acuta provocata dalla sindrome da rilascio di citochine Covid-correlata (come accaduto nel caso del sindaco) grazie al giusto impiego di Tocilizumab per via sottocutanea, ben posizionato all’interno di un robusto cocktail di altri farmaci che costituiscono la politerapia farmacologica e di ossigenoterapia indispensabile nella cura di questa grave emergenza clinica».

La mappa dei contagi

Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti:

Catanzaro: 48 in reparto; 2 in rianimazione; 80 in isolamento domiciliare; 53 guariti; 30 deceduti. Cosenza: 28 in reparto; 1 in rianimazione; 316 in isolamento domiciliare; 76 guariti; 27 deceduti. Reggio Calabria: 24 in reparto; 3 in rianimazione; 145 in isolamento domiciliare; 63 guariti; 15 deceduti.

Crotone: 13 in reparto; 66 in isolamento domiciliare; 27 guariti; 6 deceduti.

Vibo Valentia: 1 in reparto; 55 in isolamento domiciliare; 12 guariti; 5 deceduti.

Le persone in quarantena volontaria sono 6.444 così distribuite:

Cosenza: 1.223,

Crotone: 1.633,

Catanzaro: 1.818,

Vibo Valentia: 282,

Reggio Calabria: 1.488.

Le persone giunte in Calabria che ad oggi si sono registrate al sito della Regione sono 16.479.

Un pensiero felice a tutti. Buona giornata. Coraggio. E… grazie.

Arcangelo Badolati

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