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Aggiornamento Coronavirus: in Calabria 86 morti, 248 guariti

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Covid-19 Aggiornamento mercoledì 29 aprile

“Una bugia fa in tempo a compiere mezzo giro del mondo prima che la verità riesca a mettersi i pantaloni”

(Sir Winston Churchill)

I calabresi contagiati dal coronavirus sono fino a stamane 1110.

86 i morti, 248 i guariti (17 in più rispetto a ieri)

I decessi sono così distribuiti : 31 nella provincia catanzarese, 16 nel Reggino, 28 nel Cosentino, 6 a Crotone e 5 a Vibo Valentia.

I nuovi tamponi

Nel Reggino la situazione è la seguente: 25 pazienti in reparto, 3 in rianimazione e 143 persone in isolamento domiciliare (2 in meno rispetto a ieri). Ben 127 contagiati sono a Reggio; 31 a Melito Porto Salvo, 6 a Sinopoli, 6 a Rosarno, 4 a Bova, 8 a Montebello, 3 a Taurianova, 2 a Cittanova, 3 a Siderno, 2 a Locri, 2 a Rizziconi, 2 a Bovalino e 1 a Palmi . Dati in decrescita. Un solo nuovo contagiato a Motta San Giovanni. Ieri l’ennesimo decesso: si tratta di un ottantunenne di Montebello Ionico.

Nel Catanzarese la situazione è descritta dai dati resi pubblici dagli ospedali uguali a quelli di ieri: 48 pazienti in reparto (1 in meno rispetto a ieri), 2 in rianimazione e 74 persone in isolamento domiciliare (6 in meno rispetto a ieri). Il centro più colpito è Chiaravalle. 27 i decessi tra gli ex pazienti della struttura sanitaria privata “Domus Aurea”. L’ultimo morto è un settantatreenne di Conflenti, deceduto al “Mater Domini” di Catanzaro. Ieri solo un nuovo contagiato nel capoluogo.

Nel Vibonese il quadro offerto dai dati appare quello meno compromesso dall’epidemia con 1 paziente in reparto e 55 persone in isolamento domiciliare (1 in meno rispetto a ieri). I luoghi più colpiti sono i comuni ormai ex “zona rossa” di Serra San Bruno con 10 casi e di Fabrizia con 12. Dati in decrescita. Un solo nuovo caso, l’altro ieri, nella frazione Bivona di Vibo.

Nel Crotonese il quadro numerico rivela 13 pazienti in reparto e 66 persone in isolamento domiciliare (1 in meno rispetto a ieri). I centri più colpiti Cirò Marina con 9 casi, Cutro, che è ormai ex “zona rossa” con 8 e Isola Capo Rizzuto con 6. Dati in decrescita, nessun nuovo contagiato.

L’emergenza nella Calabria settentrionale: tre morti in 48 ore

Il prezzo è sempre più alto. La Calabria settentrionale registra un altro decesso cagionato dal coronavirus: è il ventottesimo, il terzo in 48 ore. Si tratta di una donna di 81 anni che era ricoverata nel centro Covid di Rogliano ed era stata trasferita nella cittadina del Savuto da Corigliano Rossano. La cosiddetta “Fase 2” appare ancora molto lontana dalla provincia di Cosenza: c’è un focolaio in piena maturazione nella Valle del Crati con 131 contagiati in gran parte asintomatici. E la situazione viene da più parti definita «preoccupante». L’origine della diffusione del virus è da considerarsi una ben strutturata casa di cura privata, “Villa Torano”, nella quale ci si è accorti del contagio solo quando una paziente affetta da giorni dalla febbre e da problemi respiratori s’ è aggravata. Portata in ospedale a Cosenza, l’anziana è risultata positiva al Covid-19. Le successive verifiche compiute per iniziative della direzione sanitaria della struttura privata e successivamente dall’Asp hanno consentito di accertare la positività di 42 degenti e 36 dipendenti. L’infezione si è quindi allargata ai centri – ben 14 – in cui risiedono tanti dei dipendenti contagiati. Tra le cittadine più colpite figurano Montalto Uffugo con nove casi; Bisignano (11), Fagnano Castello (7), Luzzi (5) Acri e San Marco Argentano (4).

L’inchiesta su “Villa Torano”: spuntano i primi indagati

Il procuratore di Cosenza, Mario Spagnuolo, ha aperto una inchiesta su quanto accaduto ipotizzando i reati di epidemia colposa e omicidio colposo. Le fattispecie ipotizzate sono ovviamente collegate ai quattro decessi di altrettanti pazienti di “Villa Torano” avvenuti negli ultimi 12 giorni. Ci sarebbero almeno tre persone iscritte nel registro degli indagati nell’inchiesta che da, conoscitiva, si è trasformata in penale. Il capo della magistratura inquirente bruzia si è trincerato dietro uno stretto riserbo ma avrebbe già ordinato l’acquisizione di atti amministrativi e documentazione sanitaria. Per i carabinieri del Nas s’annunciano giorni di duro lavoro.

Gli altri comuni “zona rossa”

Ma torniamo all’epidemia. I numeri dei casi positivi a San Lucido – comune “zona rossa” come Torano – sono invariati da giorni – solo un più uno in quasi tre settimane – mentre le persone in isolamento domiciliare stanno tornando progressivamente negative. E anche se i tamponi effettuati e processati sulla costa tirrenica sono molti di meno di prima non è adesso utopia pensare a una caduta del lockdown già dal prossimo 4 maggio. Ad Oriolo, altro centro “blindato”, i contagiati rimangono fermi a quota 26. Un buon segno, dicono i virologi.

Il bersagliere guarito diventa donatore per salvare gli altri contagiati

Simone Altomare, ventinove anni di Santo Stefano di Rogliano, militare dell’Esercito di stanza a Cosenza, guarito dal Covid, è il primo donatore di plasma del Centrosud. Il prelievo del plasma da chi ha sconfitto il virus e sviluppato anticorpi consente una terapia di successo, già sperimentata inizialmente all’ospedale “San Matteo” di Pavia, su pazienti critici affetti da coronavirus. È lui stesso a raccontare com’è andata: «La settimana scorsa sono stato contattato dal reparto di Malattie infettive dell’“Annunziata” di Cosenza, dove sono stato ricoverato da metà marzo fino al successivo 29. Durante la telefonata mi è stato chiesto se ero disponibile a sottopormi a ulteriori analisi di controllo per verificare tutti i miei valori e, soprattutto, per verificare la presenza di anticorpi che, evidentemente, sono valsi a sconfiggere il “maledetto”. La mia risposta è stata un “sì”, secco e immediato». È seguita la informazione sull’esito delle analisi: «A distanza di qualche giorno, mi hanno comunicato che era tutto rientrato nella norma, che ero compatibile per la donazione del mio plasma. Quindi, mi hanno chiesto di nuovo se fossi stato favorevole alla donazione, spiegandomene chiaramente i motivi. Ed ecco arrivato il mio secondo “sì”, secco e immediato come il precedente».

Soldi per gli studenti fuori sede

Un fondo da tre milioni di euro a sostegno delle famiglie degli studenti calabresi fuori sede rimasti bloccati per l’emergenza coronavirus. E’ quanto prevede un emendamento alla Legge di Stabilità regionale 2020 approvata nell’ultima seduta del Consiglio regionale. I tre milioni di euro provengono dall’avanzo di amministrazione del bilancio del Consiglio regionale.

Autocertificazione per comprare droga a Taurianova

Fermato per un controllo, lontano dal proprio domicilio e trovato in possesso di droga, ha giustificato la sua uscita, specificandola perfino sull’autocertificazione, con la necessità di reperire la sostanza stupefacente da spacciare. Un cinquantunenne di Rosarno, con precedenti, è stato arrestato dai carabinieri di Taurianova. Incredibile…

La mappa dei contagi

Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti:

Catanzaro 48 in reparto, 2 in rianimazione, 74 in isolamento domiciliare, 59 guariti, 31 deceduti. Cosenza 26 in reparto, 1 in rianimazione, 308 in isolamento domiciliare, 86 guariti, 27 deceduti. Reggio Calabria 25 in reparto, 3 in rianimazione, 143 in isolamento domiciliare, 63 guariti, 16 deceduti.

Crotone 13 in reparto, 66 in isolamento domiciliare, 27 guariti, 6 deceduti.

Vibo Valentia 1 in reparto, 54 in isolamento domiciliare, 13 guariti, 5 deceduti.

L’isolamento volontario

le persone in quarantena sono così 6.548 così distribuite: Cosenza 1.231;

Crotone 1.640;

Catanzaro 1.828;

Vibo Valentia 282;

Reggio Calabria 1.567

Le persone giunte in Calabria che ad oggi si sono registrate al sito della Regione sono 16.590.

Un pensiero felice a tutti. Buona giornata. Coraggio. E… grazie.
Arcangelo Badolati

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