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Ecco perché si è dimessa Rossella Iaquinta

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Ecco il testo delle dimissioni di Rossella Iaquinta da assessore del Comune di Acri, letto in consiglio comunale dal sindaco Pino Capalbo.

Scrivo questa mia per rassegnare formalmente le mie dimissioni, rimettendo il mandato che ho avuto fin qui l’onore e l’onere di avere conferito quale Assessore in seno al Consiglio Comunale. Questa mia determinazione interviene a seguito di riflessione tanto meditata e di non facile maturazione, quanti sono stati lo spirito di servizio e l’abnegazione con i quali ho accolto e, credo, condotto il prestigioso incarico conferitomi.
Con entusiasmo ho sottoscritto il programma elettorale e con lo stesso entusiasmo ho onorato il mandato conferitomi. L’esperienza amministrativa ha avuto, come io sono abituata a fare nelle esperienze di vita che affronto, la priorità assoluta sulla mia vita personale, professionale e finanche familiare cosi come peraltro ricorre quando si ricopre una carica pubblica.
Ciò nonostante, ragioni riguardanti una diversa concezione della gestione della res pubblica e della Politica, sempre più inconciliabili con la prosecuzione del mio mandato, mi spingono a questa decisione. Il senso di questo impegno, per il valore civico che porta con sé, continua a permearmi ma non mi consente, da questo momento, di proseguire ad onorarlo quale componente dell’Amministrazione comunale.
Vari, troppi purtroppo, sono stati gli accadimenti che hanno minato la credibilità dell’istituzione che sono stata chiamata a rappresentare e, quindi, della mia persona in un clima di machiavelliana specie dove “il fine giustifica i mezzi”.
Nonostante molti passi positivi siano stati compiuti non posso esimermi dall’evidenziare come questa intensa esperienza, pur a fronte di enormi difficoltà, abbia lasciato un segno profondo nella mia maturazione professionale e tracciato un punto di svolta nella mia vita.
Nel ripercorrere insieme le fasi e gli esiti di un lavoro che ho amato molto e soprattutto, come è giusto che sia per ogni esperienza pubblica, per quello che è stato, di condividerlo con tutti. Questo per continuare a perseguire i valori della trasparenza, della partecipazione pubblica, del coinvolgimento dei cittadini, che sono stati i motori principali del mio impegno. Sono convinta, infatti, che l’attività amministrativa non possa che essere partecipata e democratica, orientata a perseguire obiettivi condivisi, regole certe, eque, uguali per tutti.
L’istituzione pubblica, invero, ha un potere grande solo se riesce ad essere inclusiva e a fare di tutto per attivarsi come il “luogo” per pensare e decidere collettivamente.
Oggi lascio una città diversa con innegabili segni di innovazione oggettivamente documentati, perseguiti nell’ambito del programma elettorale condiviso. Sento il dovere di esprimere tale convinzione in quanto

ritengo che, quanto avviato e conseguito, non possa e non debba subire battute d’arresto dovendo – necessariamente- volgere verso un miglioramento continuo a tutela della sostenibilità e della salute soprattutto in considerazione del fatto che Acri è stato, in questi tre anni, il riferimento di molti comuni non solo nell’interland ma anche fuori dai confini regionali e nazionali.
A scopo esemplicativo la Dichiarazione Dello Stato Di Emergenza Climatica i primi in Italia, istituzione per primi in Calabria dello Sportello Amianto, adesione Progetto Plastic Free, supporto e sostegno al Riconoscimento Della Personalità Giuridica Al Lago Erie, la nuova frontiera del diritto ambientale, l’istituzione di un Osservatorio Ambientale Permanente, inserimento di Acri nei 5 comuni facenti parte dell’Agenda Bes –Benessere Equo E Sostenibile, perseguendo l’obiettivo fondamentale di tutela del patrimonio ambientale comune, è stato adottato il Catasto incendi boschivi, la cartografia e le mappe catastali che riportano i perimetri delle aree percorse dal fuoco sulle quali viene applicata una severa disciplina per scongiurare gli incendi; approvazione del regolamento del referendum consultivo per favorire la democrazia partecipata.
Aldilà del rammarico espresso Sindaco, chiudo questa mia, ringraziandoLa per avermi affidato questo delicato incarico, permettendomi le superiori riflessioni con l’auspicio che inducano a scelte responsabili, per ciò che mi concerne non verrò meno certamente, indipendentemente dalla decisione assunta, ad un impegno civico che cercherò di continuare ad onorare con il mio contributo anche da semplice cittadina.
Riconosco a Lei Serietà, Impegno, Professionalità, Abnegazione tutte qualità che certamente Le consentiranno di proseguire nel raggiungimento di traguardi sempre più prestigiosi.
Da ultimo, ma non per importanza, ringrazio i dirigenti e tutti i dipendenti comunali, in particolare quelli dei miei settori di riferimento, per la disponibilità ed il supporto offertomi durante il mio mandato.

Rossella Iaquinta

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