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Lettera aperta del Covid-19

Salve, 

Si parla male di me…. Scusate, datemi la possibilità di replica almeno.

Mi presento:

Io Covid-19 faccio parte della famiglia dei Coronavirus che circola tra gli animali

e alcuni di  noi, come me,  infettano anche l’uomo.

Per chi non lo sapesse , sono un parassita intracellulare obbligato, cioè capace di vivere e riprodursi solo all’interno di cellule viventi.  Il mio nome virus deriva dal corrispettivo termine latino che significa “veleno”  perché sono portatore di malattie comuni quali il raffreddore e l’influenza fino ad arrivare a patologie più serie.  

Sono il vostro nemico invisibile perché piccolissimo, immaginate di suddividere un metro  un miliardo di volte, è un po’ difficile per voi , e allora accontentatevi di vedere  la cosa più piccola osservabile dal vostro occhio  che è – a titolo d’esempio – la polvere che si può vedere in contro luce.

Noi  virus ci  troviamo praticamente ovunque, anche nelle zone più inospitali del nostro pianeta, nelle profondità dell’oceano, nei ghiacci del Polo ecc. 

Il mio  “corpo” è formato soltanto da materiale genetico che mi  serve per riprodurmi e da un  guscio  proteico che lo protegge.

Dunque mi potete immaginare con le sembianze di un vagabondo senza volto, privato di tutto , senza una casa, affamato e assetato, senza amici, senza una donna, immerso in una profonda solitudine e costretto a rubare cibo  e calore da voi esseri umani per riprodurmi e continuare a vivere condannato ad una vita  miserabile.

Continuo a seminare vittime nel mondo e mi sono infiltrato nelle pieghe dei vostri corpi e nelle vostre relazioni e vi ho reso più stanchi, più ansiosi, più vulnerabili, più pessimisti e più scoraggiati. Sono fra voi dappertutto, invisibile, incombente e indeterminato al tempo stesso. Attualmente  uno degli  strumenti disponibili per limitare la mia diffusione è il distanziamento fino ad arrivare alla quarantena  perchè l’altra persona viene identificata come un veicolo di malattia e di morte però, se ci pensate un attimino, con il deterioramento dei rapporti umani, vi ho rivelato quanto l’altro  sia  per voi una risorsa preziosa perchèla tua salvezza dipende dai comportamenti dell’altro e viceversa. Altrimenti tutto è inutile. Dunque vi ho rivelato il doppio volto del vostro simile che è una minaccia e al tempo stesso un fratello che vi salva.  “ Nessuno si salva da solo”  e “ Fratelli tutti” vi ha detto papa  Francesco, mica l’ho detto io ed ha ragione.

E allora vi faccio una confidenza: se volete tenermi lontano dovete stare, per paradosso,  più vicini ma non  con un movimento fisico, più vicini nel senso che dovete guardare nella stessa direzione. Da soli non andate da nessuna parte.  E’ vero che non potete incontrarvi, toccarvi, abbracciarvi, cioè non potete fare ciò che amate di più.   L’unico vaccino reale è la solidarietà di massa, datemi ascolto. 

E non è l’opzione di chi ha un cuore buono, è una strada obbligata, è una modalità di vita da attivare per non farsi risucchiare dalla depressione. Adesso. Ma cosa potete fare?  Tanto per cominciare potete modificare la vostra quotidianità e stare più vicini usando gli occhi , potete imparare a moderare il vostro linguaggio quando siete con qualcuno per facilitare il dialogo invece di ferire e pensare a quella persona, invece che alla cosa che dovete fare dopo. E che dire della comunicazione online? A mio parere correte tutti il rischio del troppo, troppi whatsapp, troppe immagini, troppa pressione, troppe parole, e guardate il vostro cellulare tante, tantissime volte perché ci può essere un messaggio importante. Mi viene da pensare che se voi guardaste una persona oppure i vostri familiari con quella intensità e attenzione, chissà quante cose cambierebbero…. Vedete , nelle pieghe dell’essere umano si possono trovare spiragli di luce e non solo il buio che vi so dare. 

Questi sono solo degli spunti di riflessione. Per quanto mi riguarda vorrei realizzare il mio sogno nel cassetto che è quello di trovare una variante che mi piaccia e magari sposarmela. Così avrei altre cose a cui pensare e non avrei più bisogno di voi.

Elena Ricci

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