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“Cosangeles” nella Sila del Siluna Fest

Nell’incantevole scenario silano dell’azienda agricola Biosila, che ospita la terza edizione del Siluna Festival, venerdì pomeriggio si è tenuta la presentazione del libro “Cosangeles”, del giornalista Paride Leporace.

Si è trattato di una interessante conversazione dell’autore con il giornalista, scrittore e critico letterario Andrea Di Consoli, rientrata nel più ampio contesto del festival ideato e diretto da Giacinto Le Pera.

Nella sua premessa, Di Consoli ha inserito il testo in una cornice sociologica, ricordando come gli undici racconti che fanno parte del libro rientrino in una descrizione della città di Cosenza nei decenni conclusivi del secolo scorso, con vicende a cui l’esistenza dell’autore ha attinto a piene mani.

Di Consoli, a proposito della Cosenza degli anni settanta e ottanta, ha parlato di “modernizzazione coraggiosa e pericolosa”. Per il critico letterario, nella narrazione che si fa dello sviluppo sociale di quel periodo, si è tendenzialmente portati a scavalcare la modernità, passando da un pre a un post a pie’ pari.

Invece “Cosenza la sua modernità l’ha vissuta, ed è stata una modernità gioiosa, piena di vitalità, non intrisa dal cupio dissolvi di matrice ideologica”.

Il neologismo “Cosangeles” rimanda a una narrazione spesso ipertrofica dell’accaduto, che sta accanto al vissuto, romanzandolo.

Leporace ha ammesso “di aver avuto in corpo questo libro per molto tempo”. L’ha scritto solo quando un certo distacco, temporale ed emotivo, gliel’ha permesso. E’ una Cosenza mitica e leggendaria quella che emerge in questo libro, capace anche di fagocitare il reale più tetro in un’aura metatemporale che solo la letteratura può costruire.

“Una delle cose che mi hanno fatto piacere nelle reazioni al libro – ha detto Paride Leporace – è il fatto che ognuno c’ha visto un po’ di sé in chi ha vissuto quegli anni”.

La chiacchierata tra l’autore e Di Consoli è andata avanti per oltre un’ora, alleggerita da spunti tutt’altro che scontati, nello spirito più vivo del Siluna Fest.

Piero Cirino

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