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La Destra all’assalto della diligenza

Le aggressioni, di chiara fattura fascista, di ieri a Roma e in altre parti alla democrazia ancora una volta stanno a significare che in Italia c’è qualche cosa che non va, qualcosa di inquietante che dovrebbe far riflettere con molta maggiore attenzione quanti sono investiti di cariche istituzionali ai vertici dello Stato, ma anche tutti quegli intellettuali democratici, dalla cui voce autorevole vengono fortemente influenzati larghi strati della società. Mi riferisco soprattutto al mondo della scuola, dell’università, del giornalismo, della Politica e del web. Non è ormai più tollerabile che esponenti politici in Parlamento e nelle piazze, a volte in veste anche di Ministri, per captare qualche voto in più facciano la corte e si accompagnino all’eversione nera che tenta di assaltare i luoghi simbolo dello Stato democratico, dal campanile di Venezia a Palazzo Chigi, dalle sedi del Sindacato agli stadi, dalle scuole e, come barbari, addirittura gli ospedali,  compresi altri luoghi sensibili in cui si svolge la vita associativa.Ma non è più possibile neppure lasciare al caso le infinite vie telematiche, attraverso cui è possibile organizzare di tutto su scala locale o planetaria in tempo reale e in modalità anche criptate.Tutto questo non può più essere catalogato come fenomeno di folclore superficiale e senza possibili future conseguenze gravi per la tenuta della democrazia.

Perciò è necessario innanzi tutto un profondo rilancio del processo formativo dei giovani nelle scuole di ogni ordine e grado, unrilancio fondato sui valori del vivere civile, che è rifiuto di ogni violenza e prevaricazione e che poggi su di un più largo rispetto del bene comune attraverso la salvaguardia del diritto alla salute, all’istruzione, alla libertà di pensiero e di parola, alla solidarietà verso i più deboli. E’ necessaria una educazione fortemente finalizzata al superamento di ogni forma di egoismo e di sfruttamento dell’uomo sull’uomo in nome del profitto, ma anche una nuova formazione più attenta al rispetto della natura,riconsiderata come parte di noi stessi senza la quale siamo destinati alla distruzione.

Chi, come la Destra filofascista di ieri e di oggi, predica nei Palazzi del potere e fuori di essi l’intolleranza e la chiusura verso i diversi e i più deboli, con l’arroccamento nel nazionalismoattraverso l’innalzamento di muri e steccati, attraverso la chiusura dei porti e dei ponti e il ricorso alla forza e all’assurda superiorità della razza, va isolato e rieducato con la forza della ragione per essere recuperato alla vita civile prima che possa arrecare danni irreparabili a se stesso e agli altri, come sta succedendo con i movimenti irrazionalistici ed eversivi dei no-vax, che, al grido di ‘libertà, libertà’, assaltano ‘la diligenza’ del vivere civile rifiutando anche quel poco di ‘divino’ che è la ragione, attraverso cui la creatura umana da sempre tenta di sopravvivere ai pericolidelle innumerevoli calamità, come l’attuale pandemia che minaccia la nostra stessa esistenza.

E allora, gridando ‘libertà, libertà’, che cosa si vuole, la rinuncia alla ragione e alla scienza, il ritorno alle caverne e alle terribili pestilenze che nei secoli passati hanno sterminato interi popoli?

Si vogliono politiche di aggressione, di colonialismo e di sfruttamento di interi popoli cui togliere tutto: petrolio, metano, oro, acqua e ogni altra ricchezza in nome della superiorità di razza! 

Sono questi i nodi di sempre da sciogliere continuamente, senza mai illuderci di averli sciolti una volta per sempre. 

Contro queste forze del male è necessario educare le giovani generazioni alla resilienza come abito e scudo, affinché esse siano in grado di respingere e isolare le ‘armate brancaleone’ delle Destre forcaiole e rozze, frutto dell’incultura e dell’oscurantismo, che in Italia e in Europa si aggirano come nuovi spettri provenienti dal passato.

Un invito, quindi, ai giovani perché si facciano alfieri di un futuro migliore, governato dalla ragione e dalla pace fra tutti i popoli della terra, un futuro in cui non ci sia posto per nostalgici ritorni al passato, fatto, appunto, di continui ‘assalti alla diligenza’ del progresso e della civiltà, conquistata con il sacrificio dei nostri padri.

Vincenzo Rizzuto

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