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La guerra e un ritrovato spirito solidale

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La guerra in Ucraina ci ha posto di fronte alla drammaticità di un
evento e a quanto una minaccia, che ritenevamo lontana, possa, in
realtà, attuarsi in poco tempo, mettendo a rischio il nostro presente
e le nostre certezze. In un marasma generale, fatto di tensioni,
paure, visioni terribili, gente in fuga, si è scorto, però, uno
spiraglio di luce in fondo all’animo di ciascuno di noi, che ci ha
fatto allontanare quella corazza, fatta di diffidenza e chiusura verso
lo straniero e ci ha aperto il cuore a uno spirito di solidarietà e
accoglienza che credevamo perduto per sempre. In ogni città del nostro
Paese – e non solo – è un pullulare di iniziative per accogliere gente
scappata dalla guerra (in Italia, nel momento in cui scriviamo, sono
state accolte circa 40.000 profughi in fuga). Fino a poche settimane
fa, c’era gente che protestava per qualche centinaio di sbarchi di
gente disperata che scappava da un altro continente, da altre guerre.
Oggi quel cinismo sembra lontano e prevale, per fortuna, uno spirito
solidale, fatto di nostri connazionali che si  spostano verso
l’Ucraina per portare aiuti e che accolgono e portano al sicuro chi
fugge. Le bombe di Putin, oltre alla paura per un conflitto che
rischia di allargarsi e toccarci da vicino, hanno permesso a ciascuno
di noi di recuperare una dimensione che credevamo irrimediabilmente
persa. Questo scossone è stato tale da aprirci gli occhi e il cuore.
Le parole di  Papa Francesco, stanco nel fisico ma non meno perentorio
nelle parole, hanno forse contribuito a una maggiore presa di
coscienza collettiva. In mezzo a tanta solidarietà, non possiamo non
notare, da parte di pochi, uno spirito speculativo che cerca di
lucrare su una situazione terribile. E’ questo forse il caso di chi ha
deciso, in maniera totalmente ingiustificata in questa fase, di
raddoppiare quasi il prezzo del carburante in maniera pretestuosa,
dato che la benzina che utilizziamo oggi nulla c’entra con la guerra,
iniziata da due settimane. Lo stesso dicasi per i prezzi di farina,
olio di semi, pasta e pane. Un tentativo, insomma, di mostrare l’altro
lato dell’uomo, quello capace di passare sopra il cadavere della
propria madre senza troppe remore, pur di ottenere profitti. C’è da
augurarsi un intervento del Governo per porre un tetto ai prezzi del
carburante, del gas e di alcuni beni di prima necessità, prima che
questa corsa si traduca in serie difficoltà per ciascuno di noi,
particolarmente per le fasce più deboli. Due facce dello stesso uomo,
come si può facilmente notare: da una parte Abele, dall’altra Caino.
Entrambe, purtroppo, parte integrante di un essere capace di compiere
grandi azioni ma anche cose terribili. In tutto questo, la speranza è
data dal fatto che Abele, ancora oggi, risulta, per fortuna,
predominante.

Massimo Conocchia

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