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“Tu sei un uomo o un socialista dell’otto marzo?”

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Quest’espressione non dirà nulla ai più giovani, molto invece a quelli della nostra generazione – cosiddetti “Boomers” – o più anziani. Premettiamo, a scanso di equivoci, che non c’è alcun riferimento col presente. Siamo nel 1978; all’indomani delle elezioni, il P.S.I. risultava determinante per una giunta, sia per al D.C. che per il P.C.I., partito di maggioranza relativa. Furono settimane intense di trattative, durante le quali, il P.S.I., forte della sua posizione di ago della bilancia, metteva sul piatto la propria adesione alla formazione che gli avrebbe garantito la maggiore visibilità in giunta. A un certo punto, le trattative col P.C.I. si interruppero in quanto il capolista eletto e Sindaco in pectore in caso di accordo, stanco di richieste difficili da accettare, pose un limite, rifiutando di concedere oltre. Fu quello il momento nel quale si sfiorò per la prima volta ad Acri una maggioranza di Centro-Sinistra. Il P.S.I. e la D.C.  raggiunsero e siglarono un accordo e la cosa sembrava ormai fatta. La notte precedente il Consiglio che quell’accordo avrebbe dovuto formalizzare, ci furono contatti tra la corrente manciniana  del P.S.I. – quella più aperta a Sinistra – e alti esponenti del P.C.I. . Il giorno dopo, il P.S.I. rivide le proprie posizioni e dichiarò nullo il precedente accordo, formalizzando una nuova alleanza col P.C.I.. La D.C. che si sentiva tradita da quel cambio di posizione, tappezzò le mura cittadine con striscioni con la scritta “Tu sei un uomo o un socialista dell’otto marzo?”. Il riferimento era alla data nella quale il P.S.I. rinnegò l’accordo con la D.C. .  La frase divenne celebre e sinonimo di mancato rispetto di un accordo, che sebbene non ufficializzato, era stato prima raggiunto e poi rinnegato dal P.S.I.. In realtà, nell’era Craxi, l’atteggiamento dei quella formazione era tale che lasciava poco spazio  alle ideologie e alle posizioni, sacrificandole in nome di maggiore visibilità. Furono quelli gli anni nei quali le distanze tra i due maggiori partiti della Sinistra italiana si allungarono al punto da  condurre a una polarizzazione delle due formazioni. Ad Acri quell’accordo col P.C.I., comunque, non durò molto. L’intransigenza e la forza delle posizioni del Sindaco di allora, furono tali da non lasciare, giustamente, spazio a compromessi e, dopo due anni, Acri conobbe il primo Centro – Sinistra. Il giudizio su quegli anni e su quegli eventi lo lasciamo ai lettori. A noi premeva riportare alla luce una pagina politica, forse ignota ai più, ma che rappresenta uno spaccato di un mondo nel quale le posizioni e i principi avevano, almeno per alcuni, un significato. Oggi i contorni sono assai sfumati e l’eterogeneità delle liste, che comprendono una macedonia assai ricca di posizioni e storie, è forse l’emblema di come i tempi cambino. Se si riproponesse per assurdo quella condizione (sappiamo che con l’attuale legge elettorale non sarebbe possibile), siamo certi che nessuno griderebbe allo scandalo, meno che mai imbratterebbe le mura cittadine, essendo, oggi più di ieri, il cambio di posizioni considerato quasi un titolo di merito.

Massimo Conocchia

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