“È meglio tenere la bocca chiusa e lasciare che le persone pensino che sei uno sciocco piuttosto che aprirla e togliere ogni dubbio”.

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Le elucubrazioni mentali dell’ex consigliere Caiaro e degli altri Consiglieri di minoranza manifestati su una testata giornalistica (?) locale qualche giorno fa, altro non sono che il frutto di mero astio personale nei confronti del sindaco Capalbo. Non una sola proposta nello scritto, ma esclusivamente sciacallaggio. Certamente non è una disamina attenta e critica sul versante politico-amministrativo, bensì una accozzaglia di argomenti astratti che certo non onorano il ruolo dell’opposizione. Fare opposizione significa conoscere minuziosamente le azioni amministrative di chi governa, e per farlo serve una certa abilità intellettuale e politica. Per fare opposizione è necessario preoccuparsi di partecipare alle commissioni, chiedere atti e documenti e, eventualmente, avanzare convintamente alternativa. Ma non sapendo esercitare una valida e concreta critica politica, se non quella stereotipata e polemica contro i singoli e le loro iniziative, pregna di offese e accuse, dunque lontana dai problemi reali che necessitano invece capacità decisionali, ecco che l’unica possibilità per crearsi visibilità è quella di gridare da un palcoscenico con sotto nessuno. Quindi, specialmente oggi, se ne sente la mancanza di una onesta e sana opposizione politica.
Detto ciò, è bene ricordare che la vicenda relativa alle indagini che riguardano il Sindaco di Acri sono appunto solo indagini, per altro nota dal 2020 e che non ha impedito agli acresi, popolo nobile e attento, di riconfermarlo (mai successo nella storia politica di Acri) alle ultime elezioni amministrative proprio perché gli riconoscono competenza e onestà, senza farsi condizionare da quanto per alcuni risulta “vicenda imbarazzante”. Si sa, basta poco per finire sotto la lente della magistratura, per il semplice fatto che magari gli inquirenti hanno necessità di acquisire informazioni su terze persone. Pino Capalbo, un sindaco che, da 6 anni, svolge il suo ruolo al servizio della comunità e non certamente al servizio di faccendieri che cambiano continuamente casacca alla ricerca di un posto al sole.

Per la parte di progetti e investimenti al quale l’ex consigliere accenna senza entrare nel merito delle questioni, mischiando responsabilità e competenze senza discernere i poteri di una Amministrazione comunale e quelli di altri Enti, non merita commento alcuno, altrimenti sarebbe necessario elencare la quantità di fondi intercettati per scuole, viabilità, messa in sicurezza del territorio, rigenerazione urbana e varie, oltre che evidenziare il lavoro fatto per far uscire il Comune di Acri dal fallimento conclamato per la cattiva gestione di chi ci ha preceduto.

Maggioranza consiliare del Comune di Acri

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