Incendi, il fuoco aggredisce Acri. Linee telefoniche fuori uso e case evacuate

Bata - Via Roma - Acri

Quattro fronti diversi di fuoco su Serra di Buda, Serralonga e Sorbo, ad Acri è allarme rosso. Le linee telefoniche sono saltate, problemi si segnalano in ospedale e agli uffici postali. Il sindaco Capalbo ha richiesto un intervento immediato a tutti gli enti preposti, ma è emergenza in tutta la regione ed è difficile avere assistenza aerea.

Chiunque dovesse comunicare con il primo cittadino per questioni di estrema urgenza può telefonare al numero 3471788875.

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Piero Cirino

Piero Cirino

Una risposta

  1. Lanfranco Bussetti ha detto:

    CHIUDIAMO IL CANCELLO SEMPRE DOPO CHE LE MUCCHE SONO SCAPPATE.
    Possibile che in questa Italia da Nord a Sud da Est ad Ovest si debba rincorrere i problemi? Possibile che non riusciamo a fare una programmazione degli interventi necessari perché la vita scorra più serenamente possibile??
    Gli Incendi:
    Abbiamo un patrimonio boschivo non indifferente ma non facciamo nulla per salvaguardarlo. Nei giorni scorsi ho letto su questo portale il no di comitati nati dal nulla contro l’impianto eolico della SERRA CRISTA, perché si devono tagliare 8000 alberi. Giusto, ma quanti alberi andrebbero perduti se un incendio divampasse nei dintorni e quindi aggredire la zona? Perché invece non ci sediamo ad un tavolo e ragioniamo su come prevenire un disastro ambientale approfittando dei lavori che vogliono fare in quel sito?? Perché dove sono previsti i generatori eolici non creiamo un sistema di strade tagliafuoco, percorribili da mezzi antincendio? Non sarebbe un’eresia chiedere ad Enel che ogni generatore ad altezza (appena sotto le pale) abbiano dei cannoni antincendio alimentati da un sistema di accumulo in pressione? Sarebbe impossibile?
    Con gli ottomila alberi tagliati quanti sacchi di pellet possiamo farci? -Anziché mandarli a bruciare in una centrale perché non li mettiamo a disposizione dei meno abbienti?
    Eppure sarebbe l’occasione per istallare su questo territorio, una piccola fabbrica di pellet che poi verrebbe alimentata con tagli programmati?
    Ragioniamo un po sopra senza sempre strillare senza concludere nulla per questa città che negli ultimi trent’anni ha perso tutto il suo smalto generosamente prodotto dai lavoratori tutti sparsi nel mondo intero.
    Lanfranco

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