Salmone selvaggio e salmone allevato, conosci la differenza?

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Il salmone è uno degli alimenti preferiti per la sua versatilità in cucina e soprattutto perché considerato un alimento sano e proteico.

Ma è davvero un prodotto così sano?

Per rispondere a questa domanda bisogna sottolineare una differenza tra salmone selvaggio e allevato. Come si può immaginare le qualità nutrizionali del salmone selvaggio e quello allevato sono completamente differenti: il primo si trova libero nel suo habitat naturale quale oceani, fiumi e laghi, procacciandosi il suo cibo, invece quello allevato si trova chiuso in gabbia insieme a moltissimi altri esemplari senza tanta possibilità di movimento, oltre ad essere nutrito con mangimi volti al rapido ingrassamento e antibiotici per non farlo ammalare.

Come anticipato questi ultimi fanno poco movimento negli allevamenti ittici dove sono confinati, e mangiando di continuo presentano un maggiore contenuto di grassi, precisamente Omega 6 in maggiore quantità rispetto agli Omega 3 risultando anche più calorici. Ricordiamo che in un’alimentazione bilanciata e sana Omega 6 e Omega 3 devono essere in un rapporto proporzionato ma purtroppo come spesso accade oggigiorno questo non avviene, vi è una prevalenza di Omega 6 nella nostra alimentazione, innescando un effetto infiammatorio nell’organismo.

Precisamente gli acidi grassi omega 3 hanno un effetto antinfiammatorio, mentre gli acidi grassi omega 6 proinfiammatorio. Ciò è dovuto al fatto che gli acidi grassi omega 6 sono di tipo arachidonico producendo come prodotto finale radicali liberi, i quali attaccano le cellule del corpo causando infiammazioni.

Il salmone selvaggio, al contrario, possiede una composizione corporea completamente diversa sia come quantità che qualità di grassi, nettamente inferiori e rappresentati soprattutto da acidi grassi Omega 3, in questo caso le carni sono più magre prevalendo la componente proteica. Non solo ha più vitamine come la A o la B e ricco di minerali, inclusi potassio, zinco e ferro. Quindi dalle caratteristiche elencate parliamo di differenze nutrizionali e qualitative significative.

Come facciamo a sapere quale prodotto stiamo acquistando?

In caso sia etichettato riusciamo ad avere le informazioni di cui necessitiamo, altrimenti altra sostanziale differenza si evince dal colore infatti il salmone allevato appare un arancio chiaro mentre quello selvaggio sembra quasi rosso.

Tale colore è conferito dalla astaxantina, una molecola rosso scuro, un carotenoide nello specifico, contenuta nelle alghe, nel plancton e nel krill di cui si nutre il salmone selvaggio, a cui viene trasmesso l’effetto antiossidante oltre che il colore.

Per motivi appena enunciati è bene portare a tavola salmone selvaggio anche se il prezzo è sicuramente superiore di quello allevato e il sapore è diverso, non esagerando con la frequenza settimanale considerando che parliamo di pesci di grande taglia quindi vi è anche la problematica dei metalli pesanti.

È preferibile consumarlo una volta a settimana privilegiando quello selvaggio se vogliamo godere delle proprietà nutrizionali di cui abbiamo parlato. Non dimenticando sempre una massima importante che è la dose a fare il veleno!

Antonia Cassavia

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