Creatinina alta: cosa mangiare e come modificare la propria dieta

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La creatinina è una sostanza prodotta dal catabolismo della creatina. La creatina è sintetizzata dal fegato, nel pancreas e nel rene a partire da altri aminoacidi quali arginina, glicina e metionina. Attraverso il circolo ematico, la creatina, raggiunge i muscoli, il cervello ed altri organi che richiedono grandi quantità di energia facilmente utilizzabili. La creatina viene quindi convertita in una forma fosforilata (fosfocreatina) allo scopo di riserva energetica. Quando la fosfocreatina viene idrolizzata in creatina (per produrre energia), piccole quantità di creatina vengono trasformate irreversibilmente in creatinina, passando dagli organi nel circolo ematico.

Una volta entrata in circolo, la creatinina è trasportata nel plasma in forma libera fino ai reni, dove viene eliminata quasi completamente per filtrazione glomerulare, a seguito del suo basso peso molecolare. La creatinina è una sostanza di per sé non tossica, presente in tutti i liquidi biologici.

La quantità di creatinina che si forma giornalmente nell’organismo è proporzionale alla quantità di creatina, che a sua volta è funzione della massa muscolare totale,

La sua produzione è influenzata anche da diversi fattori, quali età, sesso, etnia, attività fisica, ecc. Nonostante ciò, nell’adulto sano la velocità di formazione è relativamente costante.

Sono considerati normali i seguenti valori di riferimento:

  • Maschi: 0,9 – 1,3 mg/dL
  • Femmine: 0,6 – 1,1 mg/dL
  • Bambini: 0.3 – 0,7 mg/dL

Valori alti di creatina, ovvero al di sopra dei limiti di riferimento, possono quindi essere un segnale di allarme per la salute renale. Di conseguenza, tenere sotto controllo il corretto dosaggio della creatinina è fondamentale soprattutto per i pazienti a rischio di malattie renali croniche (MRC).

Tuttavia, sebbene sia una condizione da non sottovalutare, la creatinina alta non è sintomo di tumore e difficilmente porta alla morte, salvo che la patologia renale sia secondaria a una patologia sistemica grave che condiziona e compromette la prognosi.

Diagnosi e possibili cause 

Il valore normale per la creatinina è compreso, come visto in precedenza, in un range che va negli adulti da 0,6 a 1,3 milligrammi per decilitro (mg/dl).

Tali valori, poiché dipendono dalla massa muscolare, sono generalmente più alti negli uomini rispetto alla popolazione femminile.

Per valutare la quantità di creatinina nel sangue (creatinemia) è sufficiente eseguire un prelievo ematico. 

L’aumento di creatinina in assenza dell’innalzamento dell’azotemia può essere correlato nella maggior parte dei casi:

  • a scarsa idratazione
  • dieta fortemente proteica
  • intensa attività fisica
  • assunzione di alcuni farmaci

Sebbene sia normale preoccuparsi, quando si scopre di avere la creatinina alta è bene sapere cosa fare per evitare allarmismi.

Rivolgersi al proprio medico per un’adeguata valutazione è il primo passo necessario per identificare la causa sottostante al problema e determinare così il trattamento più appropriato. Pertanto, il medico potrebbe prescrivere ulteriori esami e analisi per ottenere una comprensione completa della situazione. Inoltre, è vitale esaminare lo stile di vita e apportare eventuali correzioni, se necessarie.

Ciò include sicuramente delle modifiche nella dieta, poiché l’adozione di un regime alimentare sano può aiutare a proteggere la salute renale.

Creatinina alta: cosa mangiare?

In assenza di patologie scatenanti, un’alimentazione appropriata può esserefondamentale nella gestione della creatinina alta.

Sebbene sia necessario seguire un regime alimentare personalizzato, che tenga conto delle esigenze e delle condizioni mediche individuali, si possono seguire alcune linee guida generali per migliorare i valori di creatinemia.

Una prima regola per abbassare i livelli di creatina è quello di ridurre l’intake proteico giornaliero. Si consiglia quindi di abolire o ridurre al minimo il consumo di proteine di origine animale.

Preferire invece il consumo di:

  • alimenti di origine vegetale
  • legumi
  • cereali
  • frutta
  • verdure
  • acqua

In particolare, i legumi come ceci, fagioli e lenticchie forniscono proteine e un ridotto apporto di fosforo o potassio, sali minerali che in caso di malfunzionamento dei reni potrebbero accumularsi nel sangue. Inoltre, un componente immancabile nella dieta delle persone che presentano livelli di creatinina alta sono le fibre alimentari che sembra abbiano effetti benefici anche nei casi di malattia renale cronica. I latticini andrebbero evitati o comunque consumati con moderazione. In caso di insufficienza renale cronica quest’ultimi andrebbero consumati con moderazione e sotto la supervisione del medico. Inoltre, va ricordato di idratarsi nel modo corretto cercando di bere acqua in abbondanza. Potrebbe essere utilepreparare delle tisane o degli infusi con erbe benefiche come, ad esempio, la Salvia miltiorrhiza che favorisce l’attività di filtrazione renale, attraverso la promozione della diuresi.

Quali verdure mangiare con creatinina alta

La creatina è un derivato amminoacidico formato nel fegato a partire da altri amminoacidi quali arginina, metionina e glicina.

Nelle verdure questi amminoacidi non sono presenti, in quanto si trovano soltanto nei prodotti di origine animale, nei legumi, nei cereali e nei semi.

Quindi fare una lista delle verdure da mangiare con creatinina alta non avrebbe alcun fondamento scientifico e non c’è nessun riferimento bibliografico in merito.

L’unica accortezza verso le verdure si ha soltanto nel paziente con insufficienza renale, in quanto le verdure contengono potassio e in quel caso si tende a ridurre la frequenza delle verdure più cariche di questo elemento.

Si possono mangiare le uova?

Con la creatinina alta si possono mangiare le uova; tuttavia in caso di funzionalità renale compromessa, sarebbe bene utilizzare solo la parte dell’albume che, rispetto al tuorlo è meno ricco in fosforo.

Alimenti da evitare

Al contrario, tra gli alimenti da limitare se si ha la creatinina alta troviamo:

  • carni rosse
  • formaggi stagionati (ricchi di fosforo e potassio)
  • crostacei
  • molluschi
  • frutta secca

L’uso del sale dovrebbe essere ridotto al minimo, così come il consumo dei cibi confezionati, in scatola o precotti, e bevande gassate, nemici della salute cardio-vascolare. Anche le bevande alcoliche andrebbero abolite o consumate con moderazione. Recenti studi hanno infatti dimostrato che il consumo abituale di vino o alcolici aumenti il rischio di contrarre patologie renali.

Antonia Cassavia

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