Alcuni aspetti sugli studi deradiani a cura dell’ illustre prof. Jup Kastrati (Zjarri Anni Novanta)
Nei giorni scorsi mi è capitato di rileggere, con un certo interesse, qualche vecchio numero della rivista di cultura italo- albanese Zjarri / Il fuoco (fondata nel 1969 dal papàs Giuseppe Faraco).
In particolare ho riletto, con piacere, un articolo di uno studioso d’eccellenza, figura centrale negli studi albanesi: Jup Kastrati ((1924-2003), uno tra i più celebri studiosi di Girolamo De Rada, di letteratura arbëreshe in generale e dell’opera “Il Milosao” , in particolare.
L’articolo in lingua albanese pubblicato nel periodo 1991 / 92 introduce il lettore su importanti aspetti linguistici e letterari, relativi agli studi deradiani.
“Il poeta di Macchia Albanese Girolamo De Rada in Albania è molto conosciuto, afferma il prof. Jup Kastrati in premessa, precisando che l’interesse per la sua vita e la sua opera, grazie al lavoro intenso effettuato nel periodo 1945 / 1990, è aumentato costantemente”. Soprattutto perché in questo arco di tempo, intensa è stata l’azione per diffondere, divulgare, adattare, commentare, interpretare i suoi scritti. E si è andati anche oltre, raccogliendo i tanti manoscritti sparsi per il mondo. Di conseguenza, i numerosi ambienti letterari si sono arricchiti delle opere del poeta, che sono state, fra l’altro, incluse nei programmi scolastici delle diverse scuole (Scuole Medie, Università, Accademia delle Scienze …). .
Nel secondo punto dell’articolo, il prof. Kastrati mette in evidenza la questione relativa al sistema fonetico deradiano. E poi, si sofferma sui concetti di traslitterazione o di trascrizione delle opere del poeta, informando i lettori che queste complesse problematiche sono state già affrontate da tanti studiosi, fra i quali Demetrio Camarda, Eqrem Çabej …
Un altro aspetto, trattato dal prof. Kastrati, è il sistema metrico utilizzato dal De Rada. “Per comprendere la metrica di De Rada – afferma – è necessario comprendere a fondo la metrica della poesia popolare in generale e quella arbëreshe in particolare. “l’adattamento delle opere del poeta dovrebbe preservare fedelmente lo spirito del poeta e il ritmo interiore della sua poesia e che non si dovrebbe partire dall’italiano del poeta, ma dal dialetto albanese della sua comunità”. Teorie linguistico-letterarie sostenute anche da illustri studiosi come L. Kurakuqi, Michele Marchiano, Giuseppe Schirò ecc.
Altro argomento importante affrontato dal prof. Kastrati è il fenomeno inesplorato della creatività deradiana, ovvero il pensiero relativo ai sistemi filosofici, sociologici, etici e politici. Un campo, fino ad oggi, rimasto intatto ed inesplorato, eccetto alcune considerazioni di Andrea Varfit.
Tuttavia, nonostante i tanti contributi letterari pubblicati da illustri studiosi (Klara Kodra, Michele Marchianò, Gualtieri, Dh. Shuteriqi, Giuseppe Gradilone, ecc. ) resta ancora molto da dire sulle innovazioni deradiane, nonostante il poeta si conosca non solo in Italia e in Albania ma in tutta Europa. Nell’articolato studio del prof. Kastrati non vengono neanche trascurati i rapporti e i contatti epistolari tra De Rada e le personalità politiche, letterarie, scientifiche del mondo intero, come Victor Hugo, Lamartine, Mistral, Elena Gjika, Gustav Majer, Nicolò Tomasseo, Angelo De Gubernatis ecc.
A conclusione del suo interessante studio il prof. Kastrati, pur sottolineando la complessità dell’opera deradiana, elogia l’intensa attività poetica del poeta che a suo dire s’inserisce nel contesto generale delle opere di valenza scientifica, che a pieno titolo sono parte integrante ormai della letteratura nelle scuole di ogni ordine e grado.
Gennaro De Cicco














