Il mondo del magico

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Il mondo del magico ha attratto e attrae non pochi. C’è chi ne rimane vittima e ne subisce conseguenze pesantissime.

Greci e Romani credevano che ad ognuno, alla nascita, gli venisse assegnato un Genio buono e uno cattivo: il primo procurava bene e prosperità, il cattivo male e mali.

Questi Geni, si credeva, fossero assegnati ad ogni casa, città, provincia.

Orazio: Quod te per Genium dextramque Deosque / Obsecro (Per il tuo Genio, per gli Dei Penati / per questa destra oh… (l. I, Epist. 7, v. 94), ma di citazioni se ne potrebbero riportare diverse.

Detti geni erano rappresentati sotto forma di serpenti, di ragazzo, di giovane.

Si giurava sui Geni ed era considerato grave delitto spergiurare, dopo avervi giurato.

Si ritiene che la più antica scuola di magia fosse stata quella egiziana, poi fatta propria dalle civiltà successive.

Plinio sostiene che nell’antichità non vi fosse scienza più famosa e onorata della magia: “summam litterarum cleritatem, gloriamque ex ea scienzia antiquitus et pene semper positam” (Ist. Nat., l. 30).

Vi è, però, chi grida, a gran voce: – La magia non esiste! -.

Nei tempi andati, però, si era certi che la magia esistesse, tanto che, specie le donne, venivano mandate al rogo come streghe.

Chiesa e autorità civili si accanirono contro povera gente che curava con le erbe, che metteva in atto rituali, per togliere l’affaturazione ecc. È bene ricordare le nefandezze della Santa Inquisizione.

Un autore francese racconta un fatto che merita di essere riportato, per le idee che emergeranno. Questi riporta una sentenza dell’Alta Giustizia di Pay, che condannava alla galera, il 2 settembre 1687, un certo Hocque. L’anzidetto era accusato di malefici verso animali e di averne fatti morire diversi nelle campagne.

L’accusato morì improvvisamente, dopo aver svelato, nei fumi dell’alcool a Beatrice, il segreto usato, per fare quelle stragi. Sapeva benissimo – considera l’autore – che il demonio, se avesse svelato il segreto, l’avrebbe fatto morire.

Si cercarono complici e diversi furono rinchiusi in galera. Altri furono condannati alla forca e altri, ancora, bruciati.

La sentenza del Balì di Pacy è del 26 ottobre 1691.

Il dott. S. Andrea, consigliere e medico del re, nella sesta lettera sulla magia sostiene che nel caso di Hocque non v’era magia, né stregoneria o opera diabolica. L’accusato, sostiene, usava solo una sostanza velenosa. Sarebbe bastato eliminarla e tutto sarebbe finito. Il suddetto, sostiene il detto medico, infine, che il demonio se avesse voluto togliere la vita l’avrebbe potuto fare indipendentemente da “cause seconde”.

Ecclesiastici e giudici di quei tempi, purtroppo, non ragionavano come l’uomo di scienza e tanti infelici furono soppressi, infliggendo loro torture indicibili e morti atroci.

Altro che rispetto della persona umana!

Giudichi ognuno a suo modo.

Giuseppe Abbruzzo

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