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1864 – Acri concede una cittadinanza onoraria.

A proposito di “brigantaggio”, il 12 novembre 1864 Acri concede la cittadinanza onoraria al Delegato di Pubblica Sicurezza Serafino Florio.

La Giunta comunale, composta da Beniamino Parvolo, assessore, facente funzione di sindaco, Francesco Maria De Simone, Domenico Milizia e Giambattista Dodaro è invitata da Parvolo a deliberare “perché a prova di gratitudine per la buona condotta serbata in questo mandamento dal Delegato di P. S. Serafino Florio, gli si conceda la cittadinanza. E la Giunta fe’ plauso alla proposta, e considerando lo zelo e l’attività dal Florio addimostrata, tostoché fu qui destinato al luglio 62, a decimare, col concorso degli altri funzionari di questo Comune, le varie comitive, quale di briganti paesani, e quale di forestieri, ond’era molestato il nostro territorio, ed oltre a ciò i seguenti servigi renduti all’ordine pubblico:

1. Arresto di Serafino Capalbo parte, per 15 giorni, della comitiva Rosa Cozza: 2. D’Angelo Corina uccisore del Sindaco di S. Cosmo, e parte della banda Damiano Esposito Majuri: 3. Di Natale Abbruzzese, correo, a sua stessa detta, di varie comitive: 4. Arresto con l’ajuto dei Carabinieri di Pasquale De Caro, prima disertore, e poi brigante: 5. Di Giuseppe Alessio indiziato di brigantaggio: 6. Obbligo a Domenico Adimari, imputato d’essersi unito pochi dì alla banda Cozza, di costituirsi in prigione: 7. Scoperta d’una comitiva, che col nome di Palma battea la campagna, e suo concorso all’arresto di Francesco Gaccione, Vincenzo Toscano, Francesco Palaia, e Lorenzo Ritacco, che componeano quella banda, un compagno dei quali, Gennaro Ritacco, fu anche da lui in seguito obbligato a costituirsi in carcere; e considerando ancora il patriottismo del Florio, attaccatissimo all’ordine presente delle cose, e che parte lasciando in tutti i buoni piena soddisfazione, e desiderio di sé, ha unanimemente deliberato: 1. Si concede al Delegato di P. S. Serafino Florio la cittadinanza di Acri, qual segno di animo grato e stimolo agli altri a ben fare; 2. Un esemplare della presente deliberazione, a cura dell’Assessore f.f. da Sindaco, sarà rimessa al sig. Florio, perché serbi memoria di questo comune”.

Padula scrive, nel darne notizia su Il Bruzio; “E noi aggiungiamo che il comune di Bisignano ha voluto dare al Florio con altrettale deliberazione una prova di quanto anch’esso si chiamasse contento di lui”. 

Abbiamo riportato la notizia di questo riconoscimento, per evidenziare quante e quali comitive e singoli, profittando di quella guerra civile in atto, davano sfogo al loro istinto pravo.

Non sfugga le puntualizzazioni: “prima Carabiniere”, quindi il “soggetto” non aveva bisogno economico, E, ancora, “col nome di banda Palma”. Non pochi delitti, infatti, erano attribuiti e spacciati come opera di briganti più famosi.

Diciamo, infine che Gaetano Rosa Cozza, del quale si cita la banda, aveva partecipato, con i liberali acritani, ai fatti del 1848. In seguito alla costrizione del padre infermo a essere trasportato al corpo di guardia e malmenato, perché non voleva avallare una versione di fatti suggerita da quei militi, a causa delle botte ricevute, il misero morì. Gaetano, per vendicarsi si diede alla macchia e divenne brigante spietato. Ancora, in Acri, a chi commette qualcosa gli si dà del Gatan’ ‘e Cozza, magari senza sapere chi fosse e cosa avesse fatto.

Giuseppe Abbruzzo

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