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Aggiornamento Covid 19: in Calabria 990 contagiati, 68 morti

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Covid-19 Aggiornamento mercoledì 15 aprile

“Tentare di limitare l’azione di un giornalista non solo è inutile ma è pure sciocco!”

(Luigi Barzini)

I calabresi contagiati dal coronavirus sono fino a stamane 990. 68 i morti

I nuovi tamponi

I nuovi risultati forniti dall’esame dei tamponi rivelano uno scenario preoccupante. Con una crescita esponenziale di contagiati in provincia di Cosenza – ben 67 – e un sostanziale aumento dei casi, seppur più lieve nelle altre province.

Partiamo dal Cosentino: 340 i positivi, 19 i morti, 54 le persone ricoverate, 24 i minori contagiati e cinque comuni ritenuti “zona rossa”. I numeri sono da brivido.

Nel Reggino abbiamo 240 positivi con 32 pazienti in reparto; 3 in rianimazione e 195 persone in isolamento domiciliare. Il numero maggiore di infettati è concentrato a Reggio, mentre in provincia rimangono stabili i dati di Montebello (20, Rosarno (6), Cinquefrondi (2), Gioia (1), Cittanova (2) Taurianova (3)

Nel Catanzarese le cifre rivelano invece 57 pazienti in reparto; 5 in rianimazione; 85 persone in isolamento domiciliare.

Nel Vibonese i numeri raccontano di 7 pazienti in reparto e 50 persone in isolamento domiciliare: è la provincia meno colpita dal Covid-19. Al momento 4 nuovi casi si registrano a Ricadi mentre i comuni “zona rossa” di Serra San Bruno e Fabrizia, contano rispettivamente 14 positivi e 2 morti e 17 positivi e 1 decesso. Vibo ha invece 9 contagiati in centro città e 5 nella frazione Piscopio e 4 in quella di Longobardi.

Nel Crotonese sono 17 i pazienti in reparto e 84 le persone in isolamento domiciliare. Il numero dei contagi nel comune “zona Rossa” di Cutro è fermo a 11, mentre Cirò Marina conta 13 positivi e Isola Capo Rizzuto 8.

L’inferno di Torano

Febbre, difficoltà respiratorie e tosse: sono stati i sintomi accusati da un’anziana ospite della casa di cura “Villa Torano” a far scattare l’allarme Covid-19 nella Valle del Crati. La paziente, il giorno di Pasquetta è stata trasferita in ospedale, a Cosenza, dove i verdetti di esame tac e tampone test non hanno lasciato spazio a dubbie interpretazioni: il coronavirus la stava furiosamente attaccando. E’ finita perciò in Rianimazione. La reazione delle strutture sanitarie pubbliche è stata immediata: dipendenti ed ospiti della residenza privata di Torano sono stati subito sottoposti a tampone. E il risultato s’è rivelato infausto: ventotto tra operatori, terapisti e infermieri e trentanove ospiti (compresa la ricoverata) sono risultati positivi al virus che tiene in scacco il Pianeta. Sessantasei contagiati sono tutti a-sintomatici e, dunque, vettori inconsapevoli del “mostro” invisibile che potrebbe essere stato portato a spasso in luoghi pubblici e privati favorendone la diffusione. È per questo che il presidente Jole Santelli ha chiuso il comune del Cosentino dichiarandolo “zona rossa”. Nessuno può entrare o uscire: il rischio di ampliamento dell’infezione e di trasmissione del Covid è altissimo. E l’epidemia, purtroppo, sembra destinata a crescere. La ragione? Una parte del personale della casa di cura risiede anche in altri centri della provincia e viaggia quotidianamente per raggiungere il luogo di lavoro. E questo potrebbe rivelarsi davvero un bel guaio. I fatti di Chiaravalle, Bocchigliero e Melito Porto Salvo hanno insegnato molte cose. Le tragiche esperienze vissute, tuttavia, consentono una gestione più appropriata di emergenze di questo tipo.

Santo Stefano non è più “zona rossa”

E se Torano viene “blindato” dalla Regione, esce nel frattempo invece dalla “lista nera” delle aree più a rischio in Calabria, il piccolo comune di Santo Stefano di Rogliano. I contagi nel paese del Savuto si sono fermati a cinque (con due guarigioni accertate) e altre tre ormai quasi certe tra le quali spicca quella di una bimba di appena 15 mesi.

La diffusione del virus cresce: casi positivi nel Savuto, ad Acri, Luzzi, Santa Sofia d’Epiro e Bisignano.

Nell’area tra il Savuto ed i Casali si registrano altri due ricoveri. Sono finiti infatti in terapia all’“Annunziata” di Cosenza: un giovane poco più che ventenne di Piano Lago, in territorio di Figline Vegliaturo, già in quarantena da più giorni a seguito della positività del padre, e un uomo di cinquant’anni di Parenti, che ha avvertito i primi sintomi dell’infezione nei giorni scorsi.

Cinque contagiati vengono invece segnalati a nord di Cosenza, due ad Acri e gli altri a Luzzi, Santa Sofia d’Epiro e Bisignano. Si tratta di “positivi” posti in isolamento domiciliare.

Madre e figli: un tragico destino

E sempre nel Cosentino – l’area della regione più colpita dal coronavirus con 340 casi positivi – si registra la diciannovesima vittima. Si tratta di una donna ottantunenne di Amantea, deceduta nell’ospedale di Cosenza. Una donna unita al figlio cinquantasettenne dallo stesso tragico destino: l’uomo è infatti morto a causa del virus due settimane fa. La loro storia è identica a quella di un’altra madre ed un’altra figlia di Corigliano Rossano: la prima di 98 anni, l’altra di 67, morte a pochi giorni di distanza l’una dall’altra. Uccise entrambe dal Covid-19.

Mascherine obbligatorie per tutti

Obbligo di mascherine per tutti i calabresi che vorranno muoversi nei limiti imposti dalle normative vigenti. È la principale novità dell’ultima ordinanza firmata dalla governatrice Jole Santelli. Nel testo firmato dalla presidente della Regione, ed efficace fino al prossimo 3 maggio, si fa esplicito riferimento all’obbligo di utilizzo delle mascherine o qualsiasi altro strumento o indumento di protezione di naso e bocca (soprattutto in uffici pubblici ed esercizi commerciali) per «tutte le persone che si spostino o giungano all’interno del territorio regionale per attività consentite e autocertificate». Insomma, una ulteriore stretta sulla scia di quanto disposto in altri territori come la Lombardia e il Piemonte. Ma quando finisce quest’inferno?

Tutti a caccia di libri

Riaperte, anche in Calabria, le librerie. Non tutti però hanno accolto con entusiasmo il decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. E così, a fronte di molti librai che hanno aperto, altri hanno deciso, per timore del Covid-19, di tenere le serrande abbassate.

«Riaprire – spiega Fabio Saraceno, titolare della più antica libreria di Reggio Calabria su corso Garibaldi – è un’ottima idea. Ritengo che non avremmo dovuto proprio chiudere considerando il tipo di settore di cui ci occupiamo. Da oggi si riparte con le misure di sicurezza necessarie e obbligatorie per tutti. Certamente mancherà, per la ripresa economica, quello che serve al centro storico di una città: le persone che passeggiano sul corso e che non si vedranno ancora per molto. Per questo proseguiamo con la consegna a domicilio integrata alla riapertura».

Negli esercizi aperti si accede massimo una persona alla volta, dotati di guanti e mascherina e si resta il tempo necessario per effettuare l’acquisto, anche perché continua la consegna a domicilio attivata nel periodo della chiusura da ciascun esercente. «E’ un pò – racconta Nunzio Belcaro, storico responsabile della libreria Ubik nel quartiere Lido di Catanzaro – come andare su Marte, perché gli ingressi sono comunque ridotti, anche se ci ha fatto piacere vedere qualche sorriso attraverso gli occhi dei nostri clienti più affezionati».

Insieme alle librerie hanno riaperto in Calabria le cartolerie, i negozi di vestiti per neonati e bambini, le attività forestali, l’industria del legno e anche la produzione di computer. Si respira un po’ d’aria di normalità…

Diecimila domande per la Cassa Integrazione

«Siamo arrivati alla soglia delle diecimila domande per la Cassa Integrazione in deroga. Cifra che la dice lunga su quale sia la situazione economica e sociale in Calabria». Ad affermarlo è il segretario generale della Ugl Calabria, Ornella Cuzzupi, che rivolge il proprio appello alla forze politiche per evitare che la regione possa subire il definitivo tracollo. Dopo la pandemia sanitaria arriverà irrimediabilmente quella economica. E in Calabria dovremo evitare che trovino spazio gli speculatori ed i faccendieri. Altrimenti i poveri rimarranno sempre più poveri ed i ricchi saranno sempre più ricchi. O no?

Arrivati i “regali” del Pontefice

In Calabria sono giunte 4.000 mascherine, 400 tute e occhiali di protezione e sono in arrivo anche due respiratori per la terapia intensiva. Il materiale è stato consegnato al vescovo di Locri-Gerace, monsignor Franco Oliva, al quale
il Pontefice lo ha inviato attraverso il cardinale elemosiniere Konrad Krajewski. «Ci rinfranca molto – ha affermato il vescovo Oliva – sapere che il Papa ha pensato anche a noi, dimostrando di conoscere la nostra situazione. Non è la risposta a una richiesta di aiuto nè da parte mia nè da parte di altri, ma un dono spontaneo che proviene dal suo cuore di padre che ha un’attenzione particolare verso quelli più in difficoltà». E proprio per venire incontro alle difficoltà dell’ospedale in questa fase di emergenza, una settimana fa i sacerdoti della diocesi avevano donato un ecografo per le procedure di anestesia e rianimazione. Davvero una bella storia. Jorge Bergoglio non smette di sorprenderci…

Screening gratuito con tampone per i medici di base

Grande adesione alla prima iniziativa nazionale a sostegno dei medici di base avviata dal centro sanitario dell’università della Calabria. Circa novanta i medici di base che si sono – sino ad oggi – sottoposti all’esecuzione di tamponi per il test di positività al Covid-19 nella postazione della struttura sanitaria all’interno del Campus di Arcavacata. Il Centro – diretto dal professor Sebastiano Andò – ha acquisito una cospicua scorta di tamponi e l’ha destinata ai medici di famiglia e pediatri, una delle categorie più a rischio nella lotta al Coronavirus. L’iniziativa ha incassato il plauso entusiasta dei vertici della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale. Lo screening prosegue col supporto operativo del dipartimento prevenzione diretto dal dottor Mario Marino e dei due referenti a livello regionale e provinciale della stessa categoria professionale: il dottor Rosalbino Cerra e il dottor Antonio D’Ingianna.

La mappa dei contagiati

Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti

Catanzaro: 57 in reparto; 5 in rianimazione; 85 in isolamento domiciliare; 23 guariti; 23 deceduti.

Cosenza: 48 in reparto; 4 in rianimazione; 229 in isolamento domiciliare; 15 guariti; 19 deceduti.

Reggio Calabria: 32 in reparto; 3 in rianimazione; 195 in isolamento domiciliare; 23 guariti; 15 deceduti.

Vibo Valentia: 7 in reparto; 50 in isolamento domiciliare; 6 guariti; 5 deceduti;

Crotone: 17 in reparto; 84 in isolamento domiciliare; 5 guariti; 6 deceduti.

Vita da isolati

Le persone in quarantena volontaria sono 6976, così distribuite:

Cosenza: 1737;

Crotone: 1442;

Catanzaro: 1646;

Vibo Valentia: 498;

Reggio Calabria: 1653.

Le persone giunte in Calabria che a oggi si sono registrate al sito della Regione sono 14.483.

Un pensiero felice a tutti. Buona giornata. Coraggio.
Arcangelo Badolati

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