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Festa della Liberazione, il messaggio del sindaco Pino Capalbo

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Carissimi concittadini e concittadine, la commemorazione del 75° anniversario del 25 Aprile la celebriamo in modo diverso. L’emergenza sanitaria che sta investendo tutto il Mondo, non ci dà la possibilità di festeggiare come avremmo dovuto e desiderato il giorno in cui ricordiamo che le nostre sono radici partigiane, forgiate da uomini e donne che combatterono per la nostra libertà e che impressero definitivamente nell’animo della nostra Repubblica quel fondamentale carattere antifascista di cui è pervasa anche la nostra Carta Costituzionale. Piero Calamandrei, uno tra i più illustri padri della nostra Costituzione così scriveva “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate tra le montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”. La giornata di oggi, di fronte a questa terribile pandemia globale, ha un valore molto più grande: riscoprire gli ideali e l’esempio di quei partigiani per trarne il massimo insegnamento, continuare ad abitare il nostro tempo uniti solidali e coraggiosi, tenendo sempre a mente che il coraggio non può essere contraffatto, è una virtù che sfugge all’ipocrisia.  

Chi quel 25 Aprile di 75 anni fa ha combattuto con coraggio sulle montagne con il tricolore in mano, ci ha insegnato a vivere come soggetti attivi nel mondo. Ci ha spiegato la forza della partecipazione, ci ha dimostrato la semplicità dell’altruismo. Grazie a loro siamo riusciti in questo doloroso periodo ad essere una Comunità, una grande Nazione oltrepassando le barriere dell’indifferenza e dell’egoismo, scegliendo non solo di resistere ma di fare epoca. Questo scelsero, in un momento al pari tragico ed epocale, i nostri nonni e le nostre nonne quel 25 Aprile. Tanti furono infatti gli uomini e le donne acresi che si spesero e si sacrificarono per un orizzonte di libertà. Ricordiamo, fra gli altri, il nostro partigiano Giuseppe Algieri che animato da ideali di libertà sacrificò la propria vita per difendere l’Italia dal Nazifascismo, il Cavaliere Nicola Fusaro, Presidente per anni dell’associazione mutilati ed invalidi di guerra, nonché riferimento costante per l’intera città di Acri durante le celebrazioni della Festa della Liberazione.

A loro va dunque oggi il nostro pensiero, carico di riconoscenza ed ammirazione. Un ringraziamento ai nuovi partigiani della resistenza medici, personale sanitario, camionisti, personale addetto alle vendite nei supermercati. A tutti loro il nostro grazie di cuore.

Dal loro esempio deve maturare in noi l’intimo convincimento che ogni giorno dobbiamo continuare a fare nostro il significato e lo spirito dei valori che sono stati alla base del riscatto della nazione, per affrontare con impegno e coraggio le nuove sfide che dobbiamo fronteggiare. 

La memoria può e deve essere l’unico strumento col quale rendere omaggio al coraggio e al merito di coloro che hanno rischiato e sacrificato la propria esistenza per conquistare la libertà.

La memoria può e deve essere il mezzo che, unito al giusto impegno civile, rende ognuno di noi un buon cittadino.

La memoria delle azioni, delle parole, della grande e della piccola storia, è baluardo di giustizia e libertà, così come già sapevano coloro che per la libertà hanno compiuto il massimo sacrificio.

A tutti buon 25 aprile.

Pino Capalbo, sindaco di Acri

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