Nessuna parola per la tragedia dei bambini ucraini

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La guerra in Ucraina sta registrando, nelle ultime settimane, un’escalation terrificante.

Si assiste, oramai senza possibilità concreta di perseguire con efficacia la via diplomatica per il raggiungimento di un cessate il fuoco e per la pace, ad uno scontro bellico che sta mietendo migliaia e migliaia di inermi vittime civili.

Il livello di aggressione è arrivato ad un punto tale che Biden ha accusato direttamente la Russia di genocidio.

Scorrono immagini di civili uccisi a sangue freddo per le strade, stanati persino nelle proprie abitazioni; si racconta di donne e bambini violentati, maltrattati e massacrati.

Dall’inizio dell’invasione sono morti 191 bambini.

Mente Vladimir Putin ha dichiarato di puntare alla conquista della regione del Donbass, solo nella città di Mariupol si contano più di 20 mila morti, con oltre 100 mila persone che sono in attesa di essere evacuate.

I numeri degli sfollati diventano impressionanti se si considerano le persone in fuga dentro e fuori l’Ucraina: sono quasi 12 milioni.

Di questi, circa 4,8 milioni, secondo l’Unicef che ne ha lanciato l’allarme, sono bambini.

In Ucraina 2 bambini su 3 hanno dovuto abbondonare la propria casa, rinchiudere nella valigia dei ricordi l’immagine della loro spensierata esistenza e precipitarsi nell’incubo di una fuga senza meta e con il terrore del domani.

L’umanità ha perso nuovamente la sua dignità.

Sono vicende che lasciano sgomenti, perché privare un bambino della sua vita, della gioia della propria innocenza, del desiderio di un futuro pieno di pace e di serenità, rappresenta il peggior crimine che si possa commettere.

Di fronte a questi misfatti nessuna parola può rappresentarne il giusto atto di condanna.

Domani, giorno di Pasqua, Cristo risorgerà dalla morte.

Di certo l’uomo ha dimenticato quanto Lui amasse i bambini.

Le mie parole sono vane, ma vorrei ricordare quelle di Gesù: “Gli presentavano anche i bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli, vedendo ciò, li rimproveravano. Allora Gesù li fece venire avanti e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà» (Vangelo di Luca 18:15).

Angelo Montalto

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