Le chiavi della città

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Si contendono le chiavi della mia città. Manca poco al 12 Giugno, giorno in cui i miei concittadini saranno chiamati alle urne.

Avranno una grossa responsabilità. Negli ultimi 20 anni abbiamo assistito, quasi del tutto inermi, ad una lenta e triste morte della nostra cittadina.

Ci siamo visti privati di diversi servizi come, per citarne uno, l’Ufficio delle Agenzie Delle Entrate, ma ancora più grave è stato il totale ridimensionamento dell’ospedale cittadino. Lo hanno usato come cavallo di battaglia e continuano a farlo, hanno fatto promesse, hanno cercato di farci credere ciò che per loro era più conveniente, ma la realtà è che al cittadino acrese è stato tolto quasi del tutto un servizio di vitale importanza. Tocca affidarsi quindi alle mani del nostro Sant’Angelo sperando che vada sempre tutto per il meglio.

Pochi giorni fa sono state ufficializzate le candidature di sindaci e consiglieri, si entra quindi nel vivo della competizione. Curioso ed interessato come sempre a ciò che succede nella mia città ho aspettato in ansia i nomi di coloro che si contenderanno un posto tra i governanti. Una cosa è certa: la coerenza è una caratteristica che di certo non appartiene a molti dei candidati.

Può gioire l’Udc che è presente anche in questa tornata elettorale, manca solo il simbolo! Per non parlare poi del fallimento di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Hanno sbandierato nomi per settimane, ma sono stati incapaci di trovare una figura valida e quindi si sono dati alle liste civiche. La destra, che è al governo regionale, in un territorio come Acri non riesce a dire la sua come dovrebbe, su questo bisognerebbe interrogarsi seriamente.

Non fa meglio la “sinistra”, ormai inesistente. Il sindaco uscente di certo ha lavorato bene. Nelle sue liste c’è di tutto. Gente che per anni ha militato nelle file di altri partiti, ora è schierata nelle liste di Pino Capalbo. Unica nota positiva, a mio avviso, è la candidatura di Cofone. Un segnale per la nostra comunità. In questi anni di governo Capalbo ho letto di tutto, mi sarei aspettato, quindi, che un movimento cittadino di massa si sarebbe messo in gioco per mandare a casa chi, probabilmente, non è stato in grado di governarci. Ma questo non è successo. Forse perché manca un vero interesse per la nostra comunità, forse perché ci piace lamentarci piuttosto che essere il cambiamento.

Credo che per cambiare le cose ci sia bisogno di una politica vera e sana, una politica che lavori per il bene del cittadino e della comunità.

Cambiare necessita impegno, coerenza e serietà. Ma cambiare è sempre più difficile e, la prospettiva che ci viene presentata non è delle migliori per farlo. Forse le mie parole non sfioreranno nessuno, rimarranno semplicemente parole, ma io continuerò a dirle, anche se distante.

Continuerò a seguire, con interesse ed amore, ciò che accade nel mio paesello, sperando che presto ritorni a splendere.
“quanti intrepidi sorrisi, quanti musi già protesi fan mulini per gli illusi,
l’esca pende in mezzo ai pesci, la conoscon tutti, ma…
Oggi un po’ per fame e un po’ per gioco abboccherò!
…quante facce, se ci penso,
che ricercano il consenso con parole senza senso
e una patina di bronzo che nasconde nulla più!
…quanti gesti sì cortesi,
quante tavole imbandite, mense aperte e profumate di promesse già vendute e rivendute per metà.
…dormi e non ti domandare
se potremo mai placare questa sete di potere
che non sazia mai di bere, che non basta neanche a me!
Me ne resto quatto quatto con i miei perché…
Ma che corsa divertente nella mia città!”
(Testo “Le chiavi della città” – I musicanti del vento)

Marcello Perri

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