COLPO DI SCENA: LE COMPARSE RIVENDICANO UN RUOLO DI PRIMO PIANO! LO SI CONCEDA!

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Se c’erano dubbi su quanto affermato da noi nel precedente articolo (‘il grottesco ed il patetico…’) il consigliere Fausto Sposato li ha immediatamente fugati; sarebbe meglio dire il prestanome Sposato. 

Infatti, per chi conosce, anche solo un po’, le dinamiche politiche locali risulta oltremodo agevole riconoscere lo stile del vero autore dell’articolo a firma di quest’ultimo. 

E però, siccome il consigliere Sposato rivendica un ruolo di primo piano, glielo concediamo! Per quel che ci riguarda, riteniamo che per ciascuno parlino le relative storie: per il consigliere Sposato parla la sua storia politica fatta di reiterate bocciature (tanto che l’attuale presenza in consiglio è frutto – fortuna sua e solo sua! – di una mera surroga, non essendo stata sufficiente, neppure questa volta, la tanto autodecantata stima dei suoi elettori a garantirgli l’elezione diretta!!!).

Sicuramente l’ultima e più cocente bocciatura lo ha irritato ancor di più, avendo avuto l’ardire di tentare qualcosa lontano – tanto, ma veramente tanto – dalle proprie possibilità (di fatto, è stata una pretesa che taluno si è trovato a dover assecondare per attenuare lo smacco di una precedente bocciatura, notoria per le allucinanti esternazioni alle quali si è lasciato andare l’interessato in preda ad attacchi deliranti esternati anche in nostra presenza!!!).

Da parte nostra, la risposta e reazione a tale scenario non poteva che essere il netto rifiuto ad assecondare tali pretese alimentate da logiche che non ci appartengono (altro che campanilismo tradito!)

Ma andiamo oltre!

Sulla supposta correttezza formale e sostanziale di alcuni consiglieri (di cui, secondo le artate esternazioni del consigliere Sposato, gli scriventi sarebbero privi), si inviti chi di spettanza (Segretario Comunale) a controllare, con la necessaria attenzione, tutte le determine di settore e delibere di Giunta al fine di accertare – rispetto a ciascun Consigliere ed amministratore (a cominciare, ovviamente, dai sottoscritti) situazioni di incompatibilità/inopportunità  e, conseguentemente, a denunciare – così come è preciso obbligo e dovere dufficio –  alle Autorità preposte le situazioni di illegittimità/illiceità riscontrate (se solo avesse avuto, il consigliere Sposato, un minimo di pudore e vergogna avrebbe evitato le riferite affermazioni siccome smentite dalla realtà).

La storia pregressa di taluni prestanome è tale da far capire anche il motivo di tanta acritica e prona dedizione nei confronti del potere; altro che amore disinteressato per la collettività!

Il tono dell’intervento fatto dal consigliere Sposato col proprio/altrui comunicato è la conferma di ciò che abbiamo riferito col nostro primo articolo: trapela e traspare, solo ed esclusivamente,  l’atteggiamento rancoroso, violento e aggressivo del referente del consigliere Sposato, al quale ha messo in bocca una replica fatta di bieco rancore e sterile rabbia; non una parola o controdeduzione nel merito.

A proposito degli assessori sostituiti nel rimpasto di giunta, non una parola sulle reali motivazioni della scelta; solo una lunga serie di invettive, tese a screditare chi ha il coraggio di porsi a viso aperto e schiena dritta contro una gestione personalistica e autoritaria del potere. Non una parola sul ricorso ai soldati di ventura, non un minimo di giustificazione agli elettori rispetto alla scelta scellerata di imbarcare personaggi eletti dall’altra parte (altro che volontà di rischiare!); sono stati cacciati i due consiglieri scomodi per far posto al soldato di ventura. 

Sorvoliamo su quelle che sono state le motivazioni (facilmente intuibili) che hanno indotto il consigliere Bonacci ad un atto che non trova precedenti nella storia del Comune di Acri (in verità, un precedente esiste e risale alla fine degli anni 60, allorché il protagonista, dopo aver sostenuto la fazione opposta, ha scelto di emigrare in Africa per la vergogna).

Invitiamo pertanto il consigliere Sposato e i suoi referenti ad un pubblico confronto, durante il quale si metteranno in piazza, davanti alla popolazione, le vere spinte nonché le distorte logiche politiche che hanno animato alcuni luogotenenti e paladini di questa amministrazione.

Siamo più che sicuri che a questo confronto il consigliere Sposato si sottrarrà, così come si guarderà bene da eventuali repliche il consigliere Bonacci nella illusoria speranza che la gente dimentichi in fretta.

Non vorremmo deluderli, ma noi continueremo ad essere le loro coscienze critiche ed a ricordare loro, costantemente, i macigni che pesano sul loro operato politico e sulle loro coscienze.

A nulla varrà il tentativo di mistificare artatamente i fatti: prova lampante è il cercare di addebitare ad altri la volontà di costituire un gruppo misto ad inizio consiliatura (sapendo, invece, che due dei suoi consiglieri/compagni di ventura si sono più volte pubblicamente assunti la paternità dell’operazione) nonché alludere ad incontri diretti a spaccare la maggioranza (pur consapevole, il consigliere Sposato, che erano da lui stesso sollecitati per tentare di bloccare la scelta scellerata di captare il consigliere di minoranza, tanto da essersi più volte espresso affermando testualmente ‘uno entra ed uno esce!!!)

Un’ultima annotazione: sa bene il consigliere Sposato (ed il suo suggeritore) che proprio il rifiuto incondizionato di sottostare ai diktat di chicchessia ha portato i sottoscritti a porsi in contrapposizione netta rispetto all’attuale amministrazione; sicché, laddove parla di “padrini politici” incorre, suo malgrado, in un evidente lapsus freudiano, emblematico del suo essere, esso sì, luogotenente politico di qualcuno (la cui effimera esistenza politica è garantita solo dalla presenza di gente come lui).

Gruppo Consiliare Acri in Comune

Consiglieri CAIARO Luigi Maria e INTRIERI Giuseppe

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Una risposta

  1. Teresa Servidio ha detto:

    Io credo che il consigliere Sposato abbia il dovere morale, davanti ai suoi elettori, di fugare ogni dubbio e smentire categoricamente quanto contenuto nell’articolo, ossia nessun interesse personale. Il silenzio varrebbe solo a instillare un pericolosissimo dubbio nella popolazione.

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