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Consiglio comunale, lo strano caso delle minoranze

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Se l’iniziativa di richiedere un consiglio comunale aperto sul degrado della città voleva essere un modo per creare ulteriori difficoltà alla maggioranza, le opposizioni hanno fatto un clamoroso autogol.

Un consiglio comunale sostanzialmente inutile quello di ieri, in cui vi è stata la riproposizione pari pari delle tante discussioni fatte in occasione di bilanci.

Intanto, qualora, per un qualsiasi intendo masochistico, fosse stato concesso il consiglio aperto, la riunione, in questi termini, sarebbe saltata per effetto del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 4 marzo sull’emergenza Coronavirus.

Ma è inaudito che le opposizioni chiedano un confronto sui mali della città, intervengano a vadano via. La strategia era quella di parlare tutti i sette per primi. Ci sono riusciti, con la sola eccezione dell’intermezzo di Fausto Sposato.

E dire che erano state proprio le minoranze a parlare di degrado istituzionale.

Signori: così non si va da nessuna parte. Questa città ha problemi seri, la cui soluzione è complessa e se si vuole essere alternativa a questa amministrazione si deve essere capaci di elevare il livello del dibattito, non dar vita a strategie di piccolo cabotaggio fini unicamente a sé stesse.

Oltretutto vi è stato anche uno sgarbo, perché il sindaco Pino Capalbo, durante gli interventi dei consiglieri di minoranza, ha espressamente chiesto a Maurizio Feraudo l’impegno a rimanere in aula ad ascoltare anche i colleghi di maggioranza. Feraudo ha risposto che sarebbero rimasti, ma così non è stato.

Unico punto di un certo interesse politico è stato l’invito che il primo cittadino ha rivolto ai consiglieri di maggioranza, confermando un clima di fibrillazione interna.

Ha chiesto ai suoi di essere chiari, evitando di far trapelare ad arte notizie e poi non smentire. Ha risposto Mario Fusaro.

Qui vale il detto popolare “la gallina che canta ha fatto l’uovo”.

Il presidente del consiglio Angelo Gencarelli ha espresso chiaramente la volontà di far rispettare regole e regolamento.

C’è riuscito fino all’intervento del sindaco, che ha parlato per circa un’ora, mentre avrebbe dovuto contenerlo in 15 minuti. La giustificazione è che ha preso il tempo che sarebbe stato riservato agli assessori, ma, anche volendo, per rispondere ai rilievi delle opposizioni, questi non avrebbero certamente avuto a disposizione tutto questo tempo.

Piero Cirino

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