Le elezioni del 1948: contrapposizione e passione

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Intendiamo ripercorrere alcune tappe storiche degli appuntamenti elettorali, particolarmente emblematici sotto molti aspetti. Nel 1948,  a contrapporsi erano, da una parte, il Fronte Popolare, rappresentato dall’unione delle forze socialiste e comuniste e,  dall’altra, la D.C. . Si trattava di  due opposte visioni del mondo e due diversi modelli, il tutto all’indomani dall’uscita di una feroce dittatura ventennale. La paura della Russia da una parte, un anticlericalismo esasperato dall’altro, fecero sì che quelle elezioni venissero caricate di una notevole valenza ideologica e passionale come raramente sarebbe avvenuto nelle pur partecipate elezioni successive. Era la prima volta che gli italiani venivano chiamati alle urne dopo l’entrata in vigore della Costituzione. La partecipazione raggiunse il 92% degli aventi diritto. Da quelle elezioni sarebbe anche dipeso il futuro assetto internazionale del nostro Paese, per cui la posta in gioco era altissima. La D.C., a livello nazionale,  uscirà vincitrice con oltre il 48% dei consensi, mentre il Fronte Popolare uscì sconfitto.

Quelle elezioni divennero aneddotiche sotto molti aspetti particolarmente ad Acri, dove si votò anche per le comunali, e dove il Fronte Popolare spopolò. La Chiesa prese parte attiva alla contesa, schierandosi apertamente a fianco della D.C. con una serie di iniziative volte a scoraggiare i fedeli dal votare comunista. “Dio ti vede nella cabina elettorale, Stalin no!”, era uno degli slogan contenuti nei manifesti. I parenti dall’America mandavano pacchi minacciando che sarebbero sati gli ultimi se avessero votato per i comunisti.

In qualche caso, anche ad Acri, pare si sono verificati casi di negata assoluzione in quanto, alla domanda su cosa intendessero votare, di fronte alla risposta non gradita (intento di votare comunista), il prete si era rifiutato di dare l’assoluzione. Il fenomeno fu tale che, per porvi riparo, ci furono dei casi di mariti particolarmente “zelanti”, che si armarono di certificazione medica attestante un deficit visivo della consorte. Furono quelle, forse, le uniche occasioni nelle quali quegli uomini presero a braccetto le mogli. In ogni caso, l’espediente servì a neutralizzare i tentativi clericali di condizionare il voto.

Che quelle elezioni ad Acri furono particolarmente combattute è  testimoniato dalla bellissima composizione del Prof. Biagio Autieri “Per le elezioni del 1948”, nella quale descrive con una straordinaria vena satirica le varie forze in campo, presentate come medici sapienti, pronti a sacrificarsi al capezzale del “malato” (il Comune), proponendo ciascuno rimedi diversi.

Invitiamo a rileggere il componimento: in maniera gustosa e spassosa l’autore prende in giro i vari “rimedianti”, incapaci di proporre soluzioni efficaci.

Contrariamente alla tendenza nazionale, Acri si tinse di rosso in quelle e nelle elezioni dei successivi trent’anni. Il primo Centro-Sinistra ad Acri nascerà nel 1980, in seguito alla rottura dell’alleanza socialcomunista che per trent’anni aveva retto il Comune.

Ci asteniamo da ogni giudizio di merito su quegli anni, non esimendoci, però, da una considerazione: quelle ideologie, in particolare quella comunista, non reggerà alla prova della Storia. Nondimeno, quel vessillo ha rappresentato, per decenni, per gente priva di tutto, un anelito e una speranza di giustizia sociale, che animava gli animi e li faceva lottare per un futuro migliore. Dietro quel vessillo, tanti galantuomini in buona fede, accanto, ahinoi, a qualche furbo animato da tutt’altri interessi e che di quel popolo, di cui si riempiva la bocca, gli importava assai poco. Quei dirigenti che restarono fedeli a un ideologia sono stati triturati  da quei furbi, che avevano una visone della politica e della gestone della cosa pubblica molto più contingente e personale.

Fare di tutta l’erba un fascio non sarebbe giusto nei confronti di quei galantuomini che abbiamo appena menzionato. Passione, ideologia, desiderio di riscatto, la speranza di costruire un mondo migliore erano gli elementi essenziali che hanno animato quel periodo. Chi scrive ha fatto appena in tempo a vedere quelle passioni, già al crepuscolo, e, pur senza nessun desiderio di revisionismo, riteniamo che alcuni di quegli elementi contribuirebbero oggi a rianimare le stanche e monotone competizioni attuali dove la gente, in maggioranza, preferisce non partecipare, stanca di uno spettacolo spesso non entusiasmante.

Massimo Conocchia

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