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Ho un desiderio

Bata - Via Roma - Acri

Ricordate? La scorsa estate i centri abitati della città di Acri sono stati avvolti da una serie di incendi. Anche il manto boschivo circostante l’area della Caccia non è stato risparmiato.

Oggi assistiamo al risveglio della natura che, ostinatamente, si oppone alla distruzione e alla morte. Ecco che gli alberi tornano a germogliare e lungo la strada vediamo fiori gialli, bianchi e di tutti i colori. Mi siedo e lascio volare i miei pensieri.

“Che non ci manchi mai un desiderio di cielo”, penso. Dobbiamo desiderare qualcosa di grande e volgerci all’alto, come questi germogli che puntano al sole lasciando andare le foglie che hanno già portato a termine la loro vita. Qual è il mio desiderio oggi? La risposta mi giunge poco dopo, semplicemente guardandomi attorno.

Alcune persone attraversano la strada a passo svelto, determinate a proseguire respirando a pieni polmoni. Ecco, la vita ci parla e il meglio che possiamo fare è stare in cammino. Abbiamo bisogno di farci forza l’un l’altro per spingerci in alto e sbocciare continuamente. Allora non fermiamoci, non accontentiamoci di quello che sappiamo: rimaniamo in viaggio, sempre!

Arrivano altre persone per rinfrescarsi alla sorgente e fare scorta da portare a casa. Mi viene in mente una frase: “Non ho mai pensato di cambiare il mondo. Ho solo cercato di essere una goccia di acqua pulita.” Rispose così madre Teresa di Calcutta, durante la conferenza stampa per la consegna del Nobel della pace nel 1979, a un giornalista che le chiedeva se fosse sua intenzione cambiare il mondo.

Spesso, infatti, c’è un comodo alibi che accampiamo di fronte al male che ci circonda: anche se io dovessi rinunciare a un po’ del mio cibo, non potrei mai liberare l’umanità dalla fame; anche se dovessi cancellare una piccola ingiustizia, non per questo la società diventerebbe diversa e così via. Con questo ragionamento, delegando le soluzioni dei problemi che avvolgono la Terra agli stati, alle politiche, ai grandi organismi internazionali, ci ritroviamo sempre al punto di partenza, con un mondo ingiusto, egoista, malato, inquinato.

L’invito di madre Teresa è: “Se anche tu diventerai una goccia di acqua pulita, saremo già in due. E se lo sarà anche tua moglie o tuo marito, saremo in tre, e poi in quattro, dieci, cento”. Dobbiamo ritrovare la fiducia nelle piccole scelte di bene, senza scoraggiamenti e senza retorica.

Quando qualcuno ha bisogno, ci chiediamo: “Che cosa c’entra con me? Cosa mi capiterà se mi fermo ad aiutare questa persona?”. Forse è tempo di cambiare domanda: “Che cosa accadrà a questa persona, se non mi fermo ad aiutarla?”. Prendersi cura dell’altro può consistere in un piccolo gesto, una parola, come chiamare per nome, guardare negli occhi, toccare con tenerezza, abbracciare. Questo basta. C’è da accarezzare qualche dolore, da abbracciare le nostre fatiche, le nostre ferite.

Le cose più preziose che abbiamo nella nostra vita sono il tempo e l’energia, poiché entrambi sono limitati. Quando ci rendiamo conto di questo, iniziamo a capire perché siamo così ansiosi quando passiamo del tempo con le persone, in attività, luoghi o situazioni che non ci addicono.

Iniziamo a realizzare che la cosa più importante che possiamo fare per noi stessi e per tutti quelli intorno a noi è proteggere la nostra energia più ferocemente di qualsiasi altra cosa. Rendiamo la nostra vita un rifugio sicuro, dove solo le persone “compatibili” con noi sono ammesse.

Eppure, a volte, dobbiamo donare tempo ed energia a chi ne ha di meno. Non ci dobbiamo aspettare nulla in cambio, perché si tratta di un aiuto spontaneo, un gesto d’amore.

Alla fine è l’unica soluzione, l’unica speranza, l’unica strada della felicità: amare. E’ l’unica cosa intelligente che possiamo fare, perché se dai amore, sicuramente torna, è perché ne sei capace, se lo dai è perché l’hai ricevuto e poi ognuno lo dà come può, come riesce. Ed ecco che tante gocce pulite formano un lago e poi un oceano. Il mondo diventa un luogo più sicuro e limpido, salubre e dove c’è posto per tutti, nessuno escluso.

Io l’amore l’ho vissuto, a volte l’ho maltrattato e usato, a volte sono riuscita a viverlo gratuitamente: e la vita continua ad insegnarmi cosa è l’amore e gliene sono grata. Quando sento che riesco a darne tanto e a riceverne altrettanto, ecco che il mondo diventa davvero casa mia e di tutti coloro che amano. Il mio desiderio più grande, allora, è quello di percepire più amore tra le persone. Il vostro?

Elena Ricci

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