Lettera aperta al sindaco di Acri

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     Caro Sindaco,

in questi giorni, come buona parte della nostra popolazione, mi sono recato al cimitero e con rammarico ho constatato che di nuovo si è verificata mancanza di loculi, per cui più bare sono in attesa di sepoltura con grave disagio di tante famiglie che, oltre al lutto, sono costrette a sopportare altro dolore; in tale circostanza allora mi sono ricordato che nel lontano 14 maggio del 1919 si era verificata un’altra carenza di loculi, ed io le avevo proposto, con un’altra lettera aperta a questa medesima testata, una mia vecchia idea, vecchia perché l’avevo già fatta in Consiglio comunale nei lontanissimi anni Settanta quando ero consigliere e si verificò un’altra mancanza di loculi.

Allora della mia proposta, di risolvere il problema consen-tendo alle famiglie di sopraelevare di un piano le tombe, non se ne fece nulla; lei invece mi rispose che avrebbe incaricato l’ufficio tecnico di studiare la cosa, ma in seguito non se ne parlò più.

Eppure basterebbe una semplice modifica al regolamento cimiteriale senza stravolgere nessuno aspetto urbanistico del luogo; nel 1919 ricordavo che nei cimiteri di altre comunità vicine, San Giovanni in Fiore, Rossano-Corigliano, ecc. addirittura i loculi sono così alti che bisogna usare le scale per raggiungerli! Ma da noi un piano in più non sarebbe nulla di sconcio e di sacrilego!

Caro Sindaco, per finire vorrei solo farle notare che una iniziativa di questo tipo risolverebbe per almeno un ventennio l’annoso problema e ogni famiglia sarebbe ben lieta di spendere qualche euro per non vedere i propri defunti fare la fila anche per riposare.

La ringrazio dell’attenzione che vorrà dedicarmi.

Vincenzo Rizzuto

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